Vincenzo e Blanco, gli inseparabili. Un quartiere adotta il clochard col suo cane

Pubblicato 4 febbraio 2019

Vincenzo e Blanco, gli inseparabili. Un quartiere adotta il clochard col suo cane

Per non essere diviso dal suo amico a quattro zampe, l’uomo rifiutava ogni aiuto. Salvato dal quartiere

Firenze, 3 febbraio 2019 – Ci sono amici a quattro zampe che hanno il potere di salvare la vita dei loro padroni a due gambe. Quella di Blanco (il quadrupede) e Vincenzo (il bipede) è una bella storia d’amore, un amore così grande che ha saputo commuovere e mobilitare un intero quartiere. Vincenzo non aveva più nè una casa, nè un lavoro. Era ormai costretto a vivere per strada con l’unico vero amico che gli era rimasto accanto: Blanco, metà labrador e metà pastore maremmano, grandi occhi dolci, curiosi e attenti. Tutti dedicati a Vincenzo, un metro e novanta di timidezza e buona educazione. Un omone mite, rassegnato alla dura vita di strada, ma deciso a combattere fino in fondo per restare insieme a Blanco. Ogni volta che i volontari di strada gli offrono un aiuto, gli propongono un rifugio: lui si ritrae. Non vuole separarsi dal suo amico. Del resto è a lui che riserva la coperta più calda nelle fredde notti invernali. Ed è ancora per Blanco che si preoccupa quando prende il coraggio a quattro mani ed entra in un negozio di toelettatura per cani in via delle Panche. Si svuota la tasche davanti alla proprietaria e spiega che il suo amico ha proprio bisogno di un bagno.

La signora Lucia capisce subito la preoccupazione di Vincenzo, anche perchè quel ragazzone che girella per il quartiere e non chiede mai niente a nessuno, lo conoscono in tanti. Così lava il cane senza chiedere niente in cambio e riesce a parlare con Vincenzo che dai suoi ‘vicini’ di quartiere accetta qualche colazione offerta al bar, la cena calda, qualche coperta in più. Nient’altro. Ha paura che lo separino dal suo cane. La signora Lucia Bencini, però, non si da per vinta. La storia di Vincenzo diventa un appello su Facebook e, dai dai, arriva anche una prima provvisoria sistemazione. Lucia non si accontenta. Chiama Palazzo Vecchio e grazie all’assessorato al Welfare, agli operatori di strada e ai vigili urbani arriva una soluzione che sembra quella giusta: il centro Slataper gestito dalla cooperativa Il Cenacolo. Resta il solito ostacolo: Blanco. Troppo grande anche per la struttura che accoglie animali. Bisogna regolarizzarlo e fargli un’assicurazione aggiuntiva. Ma come si fa? Per inserirlo nell’anagrafe canina è necessario fare i documenti anche a Vincenzo.

Ed ecco la svolta: grazie a Blanco, Vincenzo ora ha una carta d’identità e una residenza, non è più invisibile. Per loro si aprono le porte di Slataper e la strada non è più casa. «Lo sento ogni giorno – racconta Lucia – ora ha anche un telefonino». Lucia racconta con naturalezza: «Se non lo facevo io, l’avrebbe fatto un’altra persona, ne sono sicura».  Così Blanco ha moltiplicato i suoi amici.

«E’ un cane amato da tutti – racconta il direttore del centro Slataper Andrea Ricotti – abbiamo superato gli ostacoli burocratici e fatto il possibile per dare a Vincenzo e al suo cane una sistemazione. La soluzione è stata trovata grazie alla collaborazione e alla generosità di tanti». E di bellissimo risultato parla anche l’assessore al welfare Sara Funaro: «Vincenzo ora ha un tetto sotto al quale poter vivere serenamente e al caldo insieme al suo cane. La sua storia dimostra quanto siano importanti l’attenzione e la solidarietà dei cittadini».

Fonte: LA NAZIONE


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