Uruguay frenato dai pali: è solo 2-2 col Giappone

Pubblicato 21 giugno 2019

Uruguay frenato dai pali: è solo 2-2 col Giappone

Spettacolare pareggio a Porto Alegre, dove la Celeste va sotto due volte (doppietta di Miyoshi) rimediando con Suarez (su rigore) e Gimenez. Un legno a testa per Cavani e il Pistolero

21 giugno Milano

Un punto e qualche rimpianto per l’Uruguay, che però compie un altro passo verso i quarti di finale. A Porto Alegre è una continua altalena di emozioni, con il Giappone capace di sfiorare il colpaccio andando avanti due volte grazie alla mira e all’opportunismo di Miyoshi. La squadra di Tabarez riesce però a reagire in entrambi i casi, prima con Suarez dagli undici metri (decisivo l’intervento del Var), poi con Gimenez. Le speranze di vittoria per la Celeste s’infrangono sui legni, quelli colpiti da Cavani con un gran sinistro dalla distanza e quello colto da Suarez con una girata di testa. Prestazione a due volti per lo juventino Bentancur: protagonista in positivo nei primi 45′, in forte affanno nella ripresa. Il Maestro rischia di perdere Laxalt, costretto a uscire dopo mezz’ora per problemi muscolari.

GOL ED EMOZIONI – I quasi 40 mila presenti all’Arena do Gremio si sono goduti tutti i 96′ minuti di gioco. Uruguay e Giappone hanno cercato i tre punti con uguale convinzione senza fare troppi calcoli. Le 39 conclusioni totali, di cui 18 su chiare occasioni da rete, parlano di una sfida giocata all’attacco da ambo i lati. La grande mole di occasioni, con continui botta e risposta, è stata anche merito dei numerosi errori in fase di appoggio e costruzione, complici anche i ritmi frenetici dal primo all’ultimo minuto. L’equilibrio spezzato al 25′ da Miyoshi con un preciso destro sul primo palo (stessa azione dell’infortunio di Laxalt) ha convinto l’Uruguay ad aumentare la pressione. Così, dopo una serie di tentativi di Cavani, Lodeiro e Suarez, è arrivato il rigore con cui il Pistolero ha ristabilito l’equilibrio. Da quel momento la porta di Kawashima è diventata un tabù tra parate più o meno prodigiose, grossolani errori al tiro e quel pizzico di sfortuna che al 35′ ha spedito il sinistro dalla distanza di Cavani dritto sull’incrocio dei pali.

FORMULA VINCENTE – Se alla cattiva sorte si sommano poi anche errori in fase d’interdizione, in primis quelli ripetuti di Bentancur e Torreira nella ripresa (tanto che Tabarez è corso ai ripari inserendo De Arrascaeta e Valverde per Nandez e Lodeiro), si capisce come gli asiatici siano riusciti a portarsi nuovamente avanti al 59′ , complice una corta respinta di Muslera proprio sui piedi dell’avversario. Nel frattempo, Cavani ha continuato a provarci ostinatamente (ma senza risultati) con l’aiuto della pressione esercitata a ridosso dell’area giapponese. Fortuna per la Celeste che invece al 66′ sia andata meglio a Gimenez, autore del nuovo pareggio con un classico marchio di fabbrica: lo schema su calcio piazzato, nella fattispecie un calcio d’angolo. A quel punto, l’Uruguay ha dato fondo alle ultime energie in cerca del successo che sarebbe valso il pass anticipato ai quarti. Peccato però per la traversa che al 79′ ha negato il gol-vittoria al Pistolero Suarez. Che poi, in pieno recupero, si è morso le mani per una rasoiata finita a lato di un soffio. Ma a Tabarez può comunque andare bene perché, grazie ai quattro punti in classifica, nell’ultima giornata del Gruppo C contro il Cile avrà a disposizione due risultati su tre.

Fonte: GAZZETTA.IT


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