Tyson: “Sono un demonio scappato dall’inferno. Vorrei parlare al Papa per un mondo migliore”

Pubblicato 27 giugno 2019

Tyson: “Sono un demonio scappato dall’inferno. Vorrei parlare al Papa per un mondo migliore”

La Gazzetta intervista Iron Mike: “Ora sono un altro, la vita di umilia e ti batte. I miei sette figli mai sul ring, ma tornassi indietro rifarei il pugile. Il migliore di oggi? Lomachenko”

Cosa resta della Belva. Riappare il demonio, l’uomo più cattivo del mondo e parla alla sua maniera. Dall’Accademia Mouratoglou di tennis, tra Nizza e Cannes, Mike Tyson affronta un altro match, abbassando un po’ la guardia, ma picchiando a parole: a modo suo. La violenza, la droga, il sesso estremo, le risse, gli incidenti, la bancarotta e il carcere? “Non esistono più” garantisce il più giovane campione mondiale dei pesi massimi. Quei tempi sono finiti: Iron Mike è un po’ più saggio, ma resta spietato.

Mike, ha visto l’imbattuto Joshua contro Anthony Ruiz? È l’inizio della fine come successe a lei contro Buster Douglas a Tokyo nel 1990?

“Quel k.o. fu un bene. Sbagliai e feci capire agli altri di non essere più invincibile. Ma mi rese più umano, più grande. I rivali volevano essere come me. Ma tutti abbiamo sbagliato una volta nella vita. Eppure non ci arrendiamo, continueremo a vincere e a imparare. Come Serena Williams: se vince è fantastica, se perde è come tutti gli altri. Così è la vita dei campioni: c’è il tuo momento, ma poi quel posto va ad altri”.

Fury dice che Joshua è finito.

“No, per me resta il migliore. Basta che creda più in se stesso e non si ponga il dubbio di non essere abbastanza bravo. Ma non succeda mai più. Mi rivedo in lui: non invincibile ma più umano e tornerà il miglior peso massimo. Quella sconfitta resta il peggiore momento della mia carriera. Il migliore? Quando diventai campione mondiale”.

Come ci si rialza da un k.o.?

“Devi puntare sull’orgoglio. Ci credi, lo vuoi, pensi che Dio ti guidi, devi dimostrare a te stesso che sei il migliore. Riprovarci. Dipende da come ti senti. Io penso sia ferito e non abbia nulla da perdere. Ora diventa ancora più pericoloso”.

Dopo decenni non c’è un vero erede di Tyson: chi lo sarà?

“Non lo so. Ora ci sono più pugili e più possibilità rispetto al 1986, ci sono più Tv, c’è Internet che consente di farci combattere l’uno contro l’altro, io contro Ali. Il futuro è questo”.

Tra Ali e Tyson chi avrebbe vinto?

“Oggi, con gli ologrammi, lo potremmo scoprire. La tecnologia di adesso permette di sfruttare le nostre esperienze per migliorare e diventare il migliore. Abbinare le immagini e le esperienze. Solo la tecnologia può dire chi è stato il migliore di sempre. C’è gente che ancora oggi fa soldi su questo. Anche se muori, possono speculare sulla tua carriera”…. (segue)

Fonte: GAZZETTA.IT


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