Tamberi: Il tifo dell’Olimpico è stato pazzesco

Pubblicato 7 giugno 2019

Golden gala: Tamberi è 4° a 2.28, Tortu è 5° nei 200 di Norman. Che Crippa nei 5000: 3° italiano di sempre

Gimbo ci prova a 2.31 ma resta sotto il podio. Filippo e il ritorno nei 200 vinti da Norman in 19”70. Nel lungo donne superati i 7 metri. Nei 100 donne Thompson 10”89. Nei 5000 di Bekele, per Crippa 13’09”52

6 Giugno Roma

Il Golden Gala fa onore al suo nome, visto che è intitolato a Pietro Mennea e che la gara più bella è proprio quella dei 200 metri. Ma nella pazzesca volata vinta da Michael Norman di un niente – 19”70 contro 19”72”! – su Noah Lyles, Filippo Tortu non riesce a prendere il volo. L’azzurro finisce quinto e non migliora il suo record personale, restando due centesimi indietro rispetto al primato stabilito proprio due anni fa all’Olimpico, nell’ultima occasione in cui aveva corso la sua distanza. Finisce in 20”36, alle spalle anche di Quinonez, il velocista venuto dall’Ecuador che sente l’effetto Carapaz piazzando un bel 20”17, e del campione mondiale Guliyev, che lo precede di un solo centesimo. Filippo sembra partire discretamente, cerca di restare in partita in curva, ma sul rettilineo il ritardo si amplia: ed è qui la strada si fa in salita, mentre davanti i due fenomeni Usa schizzano via alla grande. Un po’ di delusione, inutile negarlo. Ma ha una vita e un’atletica davanti, e qui al Golden Gala Pietro Mennea tornerà chissà quante volte. Forse l’abbraccio con Gianmarco Tamberi, impegnato nell’alto a pochi metri di distanza, significa anche questo. “Mi aspettavo qualcosa di più – dice Filippo, didascalico, alla fine – Ora devo rivedere la gara per capire dove ho sbagliato e come posso migliorare”.

GIMBO QUARTO – Intanto Tamberi prova a entusiasmare la curva Sud, ma non è nella sua giornata migliore. E’ come se annullasse un match ball agli avversari saltando all’ultimo tentativo di 2.28 con l’asticella che balla ma non cade. Poi ai 2,31, superati da Bondarenko, sta per arrendersi e allora prova un rilancio riservandosi un tentativo a 2.33. La gente è tutta per lui. Comincia a ritmare concentrazione e rincorsa: ma non c’è niente da fare, è quarto. “Iniziare con 2,28 non è male, è la mia seconda prestazione in un esordio stagionale – dice l’azzuro-. Sono in un bivio vicino: sto cercando delle cose che appena riesco a trovare farò uno schizzo di qualità notevole. È stata una serata magica, è stato emozionante davanti al presidente Mattarella, è stato bellissimo, me lo ricorderò tutta la vita. Mi dispiace di non essere riuscito a ripetere i salti con continuità, ma credo che 2,28 non sia male come inizio”.

SUPER CRIPPA – L’Olimpico s’era già acceso con i 5000 metri. Yeman Crippa sfodera una prestazione super mentre davanti va in onda un monologo etiope con il testa a testa fra Telahun Bekele e Barega, con il primo a vincere in 12’52”98. Peccato che il presidente della Repubblica entri soltanto un attimo dopo. Quando l’azzurro, due volte in medaglia agli Europei, si è appena migliorato di nove secondi abbondanti in una gara pim pum pam, con continui strappi di ritmo. Yeman corre in modo intelligente, trova la ruota giusta, si assesta nel gruppo degli inseguitori e poi piazza un ultimo giro da applausi: finisce nono in 13’09”52 e diventa il terzo italiano sulla distanza dopo Totò Antibo e Francesco Panetta. “Avevo lavorato bene, sapevo di poter correre forte, me l’aspettavo. Dovevo fare qualcosa di grande. Ma voglio ribadire che questo è soltanto l’inizio”, promette a fine gara. Si migliorano anche i siepisti azzurri con Osama Zoghlami dodicesimo in 8’20”88 e Yury Chiappinelli quattordicesimo in 8’24”26. Davanti vince il keniano Kigen in 8’06”13.

REGINA THOMPSON – Rai Benjamin stravince i 400 ostacoli in 47”58 con Bencosme settimo in 50”36. Lorenzo Perini è settimo in 13”58 nei 110 ostacoli di Shubenkov (13”26). Tante scintille nei 100 femminili. L’aspirante regina Asher Smith sembra essere a un passo dall’impresa, ma la biolimpionica Thompson, la giamaicana che è sul trono, non ci pensa neanche ad abdicare e vince in 10”89, cinque centesimi davanti all’inglese. Altre vincitrici della giornata: la Mihambo si è prende il lungo con un ottimo 7,07 (battute Ibarguen e Reese), la Muhammad rispetta il pronostico nei 400 ostacoli in 53”67 nella gara dov’è finita ottava (e lontana dal personale) Ayomide Folorunso. Genzebe Dibaba vince i 1500 in 3’56”28. Bello anche il testa a testa degli 800 con lo statunitense Brazier di un soffio, appena due centesimi, davanti al Botswana di Amos in 1’43”63. L’Africa si riscatta però con il Burundi, che conquista i 400 femminili grazie alla Naser in 50”26 (Lukudo nona in 52”98). L’asta è invece europea (la Malavisi è undicesima con 4.31) con una vincitrice a sorpresa, la svedese Bengtsson, che si prende tutto: successo e record nazionale di 4.76. Il triplo è statunitense con Craddock, che arriva a 17.50.

Fonte: GAZZETTA.IT


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