Spalletti: Ancelotti maestro Totti? Io penso ai risultati

Pubblicato 17 febbraio 2016

Roma, Spalletti: “Un errore cambiare tecnico. Totti? Io penso ai risultati”

Da Carlo Ancelotti a Rafa Benitez, da Luis Enrique a Rudi Garcia, passando per Francesco Totti: le parole dell’allenatore giallorosso ad As

Da Carlo Ancelotti a Rafa Benitez, da Luis Enrique a Rudi Garcia, passando, ovviamente, per Francesco Totti. Alla vigilia della gara di domani sera in Champions League contro il Real Madrid, Luciano Spalletti si confessa al quotidiano spagnolo As e racconta la sua nuova Roma e le differenze tra il modo di intendere il calcio in Italia e in Spagna. Si parte con una considerazione a sorpresa: per Spalletti la società avrebbe potuto dare più fiducia al suo predecessore. “La Roma stava attraversando un momento difficile e hanno deciso di cambiare – spiega -. Credo che si sbagliassero, perché per me la mentalità che c’è all’estero aiuta: in Italia gli allenatori cambiano troppo spesso. Ad un tecnico, invece, bisogna dare forza”.
MESSAGGIO AL CAPITANO — Parole chiare. Così come quelle dirette a Francesco Totti. “Io alleno la Roma, non solo Totti. Il mio obiettivo sono i risultati e scelgo in base a questi, non sulla base della storia di un calciatore – prosegue deciso il tecnico giallorosso -. Rispetto moltissimo la sua storia e le sue qualità, ma io penso ai risultati”.
MAESTRO CARLETTO — Di tutt’altro tenore, invece, i concetti espressi per Carlo Ancelotti, reduce proprio dall’avventura sulla panchina dei Blancos. “Lui è il mio grande maestro e fa sempre bene ovunque vada: è il miglior allenatore che abbiamo in Italia – lo elogia Spalletti -. Ogni volta che ceno con lui provo ad imparare tutto quello che mi dice parlando di calcio, è una grande persona, oltre che un grande tecnico”.
RAFA E LUCHO — Gli ultimi pensieri di Spalletti sono rivolti a Rafa Benitez, fresco di esonero dal Real Madrid, e a Luis Enrique, che sta vincendo tutto a Barcellona dopo aver fallito con la Roma. “È una casualità una casualità che entrambi non abbiano fatto bene in Italia – conclude il tecnico giallorosso -. Quando un italiano va all’estero è rispettato tanto e si cerca di imparare la sua filosofia. Al contrario, quando uno straniero viene in Italia si vuole forzarlo a ragionare come gli italiani. Non li si aspetta, non siamo pronti ad assorbire la sua mentalità: è un nostro difetto”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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