Sofia vittima della meningite, scatta la profilassi. Lavorava a Figline

Pubblicato 17 aprile 2019

Sofia vittima della meningite, scatta la profilassi. Lavorava a Figline

Sono a rischio di contagio solo le persone che sono state a lungo a contatto con lei

Figline (Firenze), 17 aprile 2019 – UCCISA dalla meningite. Una tragedia che si è bruciata tutta nel breve volgere di appena 24 ore e non ha lasciato scampo a una giovane di 21 anni di Faella, nel comune di Castelfranco Piandiscò, che lavorava a Figline Valdarno e da molti era conoscuta e ben voluta. Sofia Panconi è morta ieri mattina, stroncata da una forma fulminante di meningite da meningococco B. Nella mattinata di lunedì aveva avuto la febbre alta, a 39, e perciò i familiari si erano rivolti al medico di base che aveva suggerito di somministrarle un antipiretico. Il farmaco, in effetti, era riuscito nell’arco della giornata a far calare la temperatura. Durante la notte però il termometro era tornato a salire e la mattina si è verificato l’aggravamento. Al risveglio i genitori hanno notato alcuni segni sulle gambe della figlia, le cosiddette petecchie.

Allarmati, hanno immediatamente telefonato al 118. Subito i sanitari dell’emergenza territoriale hanno intuito la gravità del quadro clinico e richiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso.

In pochi minuti hanno raggiunto la frazione, ma al loro arrivo non hanno potuto far altro che constatare il decesso della ventunenne.

E’ stato chiaro che si trattava di meningite e la conferma alla prima diagnosi è arrivata nel pomeriggio attraverso i risultati dei prelievi sulla salma trasferita all’obitorio del monoblocco di Santa Maria alla Gruccia.

I campioni sono stati inviati all’ospedalino Meyer di Firenze che ha avvalorato le supposizioni iniziali e l’infezione batterica. E proprio il batterio ha scatenato nel giro di poche ore un processo infiammatorio repentino degenerato in sepsi che non ha aperto alcun spiraglio di salvezza per la valdarnese.

Una fine terribile per una ragazza allegra e vivace, privata del futuro in maniera così improvvisa e che lascia a dir poco sgomenti. L’azienda sanitaria Toscana sud est, ottenuta la certezza della natura della patologia, ha disposto l’avvio della profilassi che ha riguardato i familiari, i nonni, gli zii e gli amici. Al tempo stesso ha avvisato la Asl Centro visto che Sofia lavorava come cameriera nel ristorante Casagrande nel cuore storico di Figline Valdarno.

Gli operatori della Asl si sono premuniti, quindi, di avvisare tutti i medici di famiglia, i pediatri dell’area figlinese e coloro che, nel posto di lavoro, potrebbero essere venuti in contatto con la vittima. Peraltro la ragazza era vaccinata contro il meningococco C, ma non per il B.

“Il primo è un vaccino gratuito – ricordano dalla Asl – mentre il secondo, tranne che per i neonati, è a pagamento in compartecipazione, ma le autorità sanitarie raccomandano sempre di sottoporsi anche a questa copertura”.

Fonte: LA NAZIONE


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