“Silvio mi chiede 2 punte? Rispondo: io ne metto 3”

Pubblicato 5 dicembre 2016

Montella da Fazio: “Milan giovane e italiano, progetto che parte da lontano”

Il tecnico del Milan: “Berlusconi mi chiede di giocare sempre con 2 punte e io gli rispondo: presidente, ma io ne schiero 3!”.

Ospite domenica sera di ‘Che tempo che fa’, il programma di Rai 3 condotto da Fabio Fazio, Vincenzo Montella parla naturalmente di Milan. Partendo dal suo rapporto col presidente Berlusconi e con Galliani. “La prima volta che l’ho visto a cena Berlusconi mi ha fatto la formazione ed erano tutti italiani in campo. È molto competente di calcio, è piacevole spiegargli le mie idee perché hai la sensazione che ti capisca. Mi chiede le due punte? `Ma io ne metto tre´, gli rispondo. Donnarumma e Locatelli hanno l’età di mio figlio Alessio… Il progetto degli italiani è voluto. È un progetto che parte da lontano, Berlusconi l’ha sempre ribadito, nonostante nel calcio ci sia troppa fretta e non si avverta più l’esigenza di formarsi passo dopo passo. I giovani vanno bene, ma ovviamente devono avere anche qualità”.
Come farà Galliani col cinese? Non lo so. Penso che stia dimostrando di saper soffrire e gioire e guidare ancora un club. La proprietà sta per diventare cinese? Così sembra, ma io ne so quanto voi, veramente”.
PERCORSO — Poi, sugli obiettivi della squadra: “Dobbiamo seguire il nostro percorso senza sperare che gli altri facciano male. Dobbiamo cercare di far bene e migliorare, questa è la nostra ambizione. Ci sono squadre forti alle spalle: penso al Napoli e alla Fiorentina, che è una squadra molto valida, ma anche alla stessa Inter, che ha giocatori molto forti. Anche la sorpresa Atalanta. Dobbiamo pensare a noi stessi”.
CHE FATICA — Montella para di sé e del suo lavoro: “Il mio tifo per il Milan? Sono cresciuto con il mito di Van Basten e sognavo di giocare in rossonero. E da allenatore, rispetto a quando sei giocatore, devi pensare molto di più. Osservare gli allenamenti, capire cosa fare giorno dopo giorno e cosa pensi un giocatore: tutto questo consuma molte energie mentali ed è un grande impegno. Ho avuto contrasti con tutti i miei allenatori e ora se i miei giocatori si arrabbiano perché li lascio in panchina li capisco meglio. Questo mi aiuta perché capisco meglio cosa provano i ragazzi che giocano meno. Un allenatore fa più fatica di un giocatore: non puoi sapere solo di calcio. Devi essere come un fratello maggiore per i calciatori”.
Infine, sguardo alla prossima sfida contro la Roma: “Sarà una bella partita per noi, ritroverò come avversario il club che mi ha aiutato a crescere: spero che gli amici che ho si comportino da tali e mi facciano vincere…”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

Tags: , , , , , , ,



Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Riepilogo
Recensito da
vicinivicini
Data revisione
Articolo
“Silvio mi chiede 2 punte? Rispondo: io ne metto 3”
Rating dell'autore