“Scrivevo sms, poi l’inferno. Ci volevano uccidere tutti”

Pubblicato 7 aprile 2015

Pullman Fenerbahce, il racconto di Kadlec: “Scrivevo sms, poi l’inferno”

Il terzino della squadra turca rivive l’assalto al bus della squadra: “Era tutto tranquillo, poi gli spari. È stata l’esperienza più brutta della mia vita”. Svolta nelle indagini: due gli arresti

Una tragedia sfiorata. Con questa consapevolezza il terzino ceco Michal Kadlec racconta alla Bild l’assalto al bus del Fenerbahce di sabato scorso dopo la trasferta di campionato con il Rizespor: “È stata l’esperienza più brutta della mia vita”. Qualcuno ha sparato sul pullman della squadra su una strada nei pressi di Trebisonda, rischiando di compiere una strage. Ieri sono stati arrestati due sospetti che, attraverso delle minacce su twitter, hanno attirato l’attenzione della polizia, ma sono stati scarcerati poche ore dopo. Oggi invece sembra esserci stata una svolta nel caso. Altre due persone, di 27 e 38 anni, sono state arrestate: secondo il governatore di Trebisonda Abdil Celil Oz, uno dei due, E.A., avrebbe seguito il pullman e avvertito del suo avvicinamento il complice, N.S., appostato con un fucile lungo il percorso. Stando a quanto riportato da Hurriyet online, Oz ha anche affermato che i due avrebbero ripreso l’attacco con un cellulare.

IL RACCONTO — “Stavo mandando un messaggio, era tutto tranquillo, tutto normale – ricorda Kadlec –. Eravamo protetti dalla polizia che ci stava scortando, non avevamo paura”. Poi però all’improvviso un rumore forte, simile ad uno scoppio. “Pensavo fosse esplosa una gomma, invece ci stavano sparando addosso. Il Bodyguard ha ordinato all’autista di frenare. Io ero in sesta o settima fila, per chi era davanti è stato uno choc ancora maggiore”. Le schegge del vetro rotto hanno colpito l’autista, che ha perso molto sangue dalla testa. “So che ora sta meglio. C’era sangue ovunque, è stata l’esperienza più brutta della mia vita”. Dopo l’assalto i giocatori del Fenerbahce sono stati portati all’aeroporto su furgoni blindati, ma a quel punto nessuno si sentiva più al sicuro. “Ci volevano uccidere. L’assalto è stato pianificato, è evidente. Qualcuno sapeva che saremmo passati su quel ponte. Un miracolo che le cose non siano finite in tragedia”. Intanto, come annunciato dalla Federcalcio, la massima serie del campionato di calcio turco resterà ferma per una settimana. Per dimenticare l’accaduto però all’autista del pullman e ai giocatori del Fenerbahce non basterà una vita.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT


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