Sciopero. Bus, treni e tram: un giorno di caos

Pubblicato 22 luglio 2019

Sciopero. Bus, treni e tram: un giorno di caos

Mercoledì sciopero dei trasporti. E venerdì disagi per chi vola

Firenze, 22 luglio 2019 –  Sono due gli scioperi previsti questa settimana. Mercoledì 24 si fermerà il trasporto pubblico locale, venerdì 26 incroceranno le braccia i lavoratori dell’aeroporto di Peretola. Disagi dunque per chi si sposta. Gli scioperi sono stati proclamati dalle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti con l’obiettivo dichiarato di rilanciare le infrastrutture. Lo slogan della mobilitazione nazionale è ‘rimettiamo in moto il Paese’, così s’intitola il documento, approvato dagli esecutivi unitari del 26 giugno, che è stato approfondito e discusso in tutta la regione, coinvolgendo, spiegano le sigle sindacali, migliaia di lavoratori.

Oggi, dalle 9.30 alle 12.30, nell’auditorium della Cisl in via Dei a Firenze, si svolgerà l’assemblea con i delegati delle province di Firenze, Pistoia e Prato. Mercoledì, nel corso dello sciopero, nel capoluogo toscano è annunciata anche una manifestazione davanti alla prefettura in via Cavour. L’iniziativa che si svolgerà in mattinata, spiegano i sindacati, vuole «richiamare e rimettere al centro i servizi pubblici e il trasporto come asse fondamentale per il Paese».

Per quanto  riguarda le modalità di sciopero, nella giornata di mercoledì i lavoratori di Ataf e Linea si fermeranno dalle 18 alle 22, di Busitalia e Autolinee Toscane dalle 17 alle 21, della Cap dalle 17.30 alle 21.30. Coinvolta anche la tramvia, nella fascia 12-16. A rischio inoltre i treni, con otto ore di stop dalle 9.01 alle 17.01. Regolare invece il servizio taxi.

Il traffico aereo si fermerà invece venerdì dalle 10 alle 14. La protesta dei sindacati è stata indetta per chiedere «una politica delle infrastrutture, una politica dei trasporti che non sia considerata spesa pubblica ma investimento sulla competitività del territorio e sulla vivibilità», per «impedire la concorrenza al ribasso tra le imprese, per dare priorità alla sicurezza, alla regolarità e alla tutela ambientale e per istituire nuove regole sul diritto di sciopero».

Fonte: LA NAZIONE


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