Salvata da Armani, graziata dal Paraguay: è 1-1, l’Argentina non sa più vincere

Pubblicato 20 giugno 2019

Salvata da Armani, graziata dal Paraguay: è 1-1, l’Argentina non sa più vincere

Un’Albiceleste paurosa e fragile va sotto nel primo tempo, poi Leo pareggia su rigore e due minuti dopo il portiere si supera parando un penalty a Gonzalez. Scaloni fischiato, Lautaro troppo solo e sostituito

20 giugno Milano

Non è un’Argentina per cuori deboli. Lo si era capito al debutto contro la Colombia e si è avuta la conferma nella sfida contro il Paraguay, da cui Messi e compagnia sono usciti con gli stessi dubbi e le solite insicurezze che si trascinano da tempo. Nonostante i quattro cambi nell’undici titolare, il gioco continua a latitare e la Seleccion si è dovuta accontentare di un punto strappato per i capelli grazie a un rigore di Messi. Ma Scaloni, ancora una volta bersagliato dalle critiche per i cambi incomprensibili (su tutti quello di Lautaro a metà ripresa), deve dire grazie anche e soprattutto al portiere Armani, che ha neutralizzato un tiro dagli metri salvando l’1-1 fondamentale per mantenere chance di qualificazione ai quarti. Ferma a 1 punto insieme al Qatar, l’Argentina dovrà comunque battere gli asiatici nell’ultima giornata del gruppo B e sperare che il Paraguay (2 punti) non batta la Colombia già qualificata.

BUIO PESTO

La Seleccion parte con il piglio giusto, salvo tornare a brancolare nel buio dopo appena 10’. La scelta di schierare Lautaro titolare insieme a De Paul ripaga solo in parte, perché l’attaccante nerazzurro si ritrova presto isolato e costretto ad arretrare per cercare palloni giocabili. Il fatto che l’unico tiro nello specchio della porta avversaria arrivi dopo 49’ (innocua punizione di Messi dai 30 metri) la dice lunga sull’inconsistenza offensiva e sul caos tattico che regna nell’Albiceleste a prescindere dagli interpreti. Come al solito fragile dietro, tanto che il Paraguay riesce a sfondare al secondo contropiede della serata grazie a un destro in corsa di Sanchez, per la Seleccion sono dolori a ogni affondo avversario, soprattutto quando la palla passa dai piedi di Almiron e Gonzalez. Dall’altra parte, il primo pericolo verso la porta di Fernandez giunge solo al 51’, quando Lautaro e il nuovo entrato Aguero confezionano un perfetto pallone a centro area per la Pulce. L’ingresso del Kun sposta effettivamente gli equilibri, ma l’effetto positivo svanisce a metà ripresa, perché Scaloni pensa bene di sostituire il Toro per un Di Maria che, alla fine, si rivelerà inconcludente e quasi deleterio come nella precedente sfida contro la Colombia.

PAURA

L’impatto di De Paul e Lautaro è senz’altro positivo, ma comunque insufficiente a cambiare il volto di una Seleccion involuta e con tremende difficoltà nel manovrare e costruire chiare occasioni da rete. La svolta arriva un po’ per caso a inizio ripresa, merito dell’inserimento di Aguero (per Pereyra) che consente finalmente all’Albiceleste di affacciarsi dalle parti di Fernandez. Ancora più decisivo è l’intervento della Var al 55’, con conseguente cartellino giallo a Piris e rigore trasformato da Messi con un violento sinistro angolato. Da quel momento la Seleccion cambia marcia e costringe l’avversario e rintanarsi, ma prima c’è bisogno di un grande Armani per neutralizzare un tiro dagli undici metri di Gonzalez concesso per fallo di Otamendi sullo stesso Derlis esattamente due minuti dopo la pena massima concessa a favore dell’Argentina. Passato lo spavento, l’Albiceleste riprende a spingere per provare a completare la rimonta. Peccato che proprio in quel momento Scaloni decida di togliere Lautaro (tra i più attivi) per puntare su Di Maria. E’ la mossa con cui la Seleccion dice addio ai sogni di vittoria, perché ricompaiono d’incanto i problemi in fase di possesso palla. Il cambio, per la verità, infastidisce anche lo stesso Lautaro, che dopo l’uscita dal campo bolla la decisione del tecnico come “assurda e incomprensibile”. La stanchezza dei paraguaiani e i cambi conservativi di Berizzo nel tentativo di difendere il risultato concedono all’Argentina l’occasione di provare un ultimo assalto nel finale, ma la difesa avversaria regge senza particolari patemi. L’Argentina si arrende dunque al pareggio, consapevole che contro il Qatar avrà un solo risultato a disposizione: la vittoria.

Fonte: GAZZETTA.IT


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