Roma, tutti sotto accusa Basta la sosta per guarire?

Pubblicato 2 settembre 2018

Roma, la contestazione avanza. Di Francesco: “Faccio mea culpa”

Dopo la sconfitta rimediata ieri sera a San Siro contro il Milan, i giallorossi dovranno sfruttare al meglio la pausa per le nazionali per ritrovare la serenità di un tempo

01 settembre 2018 – Milano

Striscioni ultrà contro la società, radio locali e social furiosi contro la squadra, allenatore sotto accusa dopo la sconfitta col Milan. Niente di nuovo dal pianeta Roma, verrebbe da dire, ma in effetti non è proprio così, perché quest’anno – ai nastri di partenza – la rosa aveva (e ha) un fascino innegabile, senza contare che è reduce da una straordinaria stagione in Champions League. E allora pare difficile individuare una causa certa dei problemi della Roma, che sta soffrendo innanzitutto sul piano psicologico e fisico, su quest’ultimo fronte probabilmente per un cambio di preparazione dovuto a evitare i cali dello scorso gennaio.

CESSIONI PESANTI — La testa, però, ha un altro peso, ed è per questo che i diversi cambi di modulo che Eusebio Di Francesco ha fatto in sole tre partite di campionato (di base, dall’amato 4-3-3 al 4-2-3-1 fino al 3-4-1-2) paiono più improntati a rassicurare il gruppo che a trovare un gioco migliore. Certo, se è vero che le tre cessioni eccellenti pesano nella mente del tifo e nella leadership dello spogliatoio (Alisson, Nainggolan e Strootman contavano), il problema è che i sostituti o hanno bisogno di rodaggio (Olsen, Marcano e Cristante), o sono molto giovani (Kluivert e Coric su tutti) oppure devono essere inquadrati tatticamente, e questo discorso riguarda molto più Pastore di Nzonzi, che è strutturalmente un alter ego di De Rossi più che un suo partner stabile. L’argentino ha classe da vendere a tutta Europa, ma al momento l’esperimento di inserirlo da centrocampista nel 4-3-3 non ha avuto successo, così come sembra un po’ lontano dalle idee tattiche come esterno d’attacco di sinistra. Bocciatura definitiva? Ovviamente no, ma a Pastore occorrerà assai più dinamismo se vorrà inserirsi negli schemi di Di Francesco che, altrimenti, dovrà pensare o a un cambio di modulo strutturale o a un momentaneo accantonamento. Discorsi difficili entrambi.

L’IDENTITA’ — Morale: la duttilità dell’allenatore abruzzese, che pure ha raggiunto solo quattro mesi fa una semifinale di Champions, deve essere un valore aggiunto e non un alibi per i calciatori. Altrimenti una squadra poco produttiva in avanti ed esposta in difesa, corre il rischio di essere assai poco “difranceschiana”, cioè senza identità e con tutta la batteria di esterni (prima indispensabili) in panchina. La parola d’ordine per tutti sarebbe una sola: pazienza. Quella che però ieri Dzeko – provato senza fortuna con Schick, ancora oggetto misterioso – contro il Milan non ha dimostrato coi compagni, peraltro rugginosi come lui, partire da reduci del Mondiale come Fazio e Kolarov. Basterà la sosta – con i “nazionali” lontani – a guarire la Roma? Non impossibile, ma c’è da lavorare. Contando anche su un calendario che – dopo – proporrà Chievo, Bologna e Frosinone. Un consiglio? Guai a processi sommari. Correrebbero il rischio di far buttare via una stagione che in fondo è appena all’inizio.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT


Tags: , , ,



Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Riepilogo
Recensito da
vicinivicini
Data revisione
Articolo
Roma, tutti sotto accusa Basta la sosta per guarire?
Rating dell'autore