Pinocchio tra simboli Meyer

Pubblicato 4 luglio 2015

Pinocchio tra simboli Meyer

Accordo tra Fondazioni ospedale pediatrico e quella Collodi

FIRENZE, 4 LUG – Come Peter Pan, personaggio letterario creato dallo scrittore scozzese James Matthew Barrie, è da sempre legato al Great Ormond di Londra o Pippi Calzelunghe che occhieggia dagli ambienti del Karolinska Institutet di Stoccolma, così anche l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze sceglie di allearsi con Pinocchio, il burattino nato dalla mente di Carlo Lorenzini detto Collodi, perchè diventi uno dei suoi simboli riconoscibili al mondo. È questo il frutto speciale dell’accordo di collaborazione che oggi è stato siglato tra la Fondazione Meyer e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi.
L’intesa firmata dai vertici delle due Fondazioni – Pier Francesco Bernacchi della Fondazione Collodi e Gianpaolo Donzelli della Fondazione Meyer – si pone, spiega una nota, non solo l’obiettivo di sviluppare al massimo il valore iconografico ed emblematico di Pinocchio, riconosciuto come figura non solo letteraria popolarissima in tutto il mondo, ma anche quello di essere anche il simbolo “esemplare da un punto di vista dell’educazione ai sentimenti e alla comprensione dei problemi esistenziali, all’apertura nella dimensione sociale, alla integrazione e alla civile convivenza, fornendo spunti interdisciplinari per una riflessione attuale sui problemi sociali e culturali oggi presenti nella nostra società e sul nostro territorio, in particolare nei confronti dei soggetti più fragili o malati”. In virtù dell’accordo le due Fondazioni si impegnano a realizzare varie iniziative comuni tra cui l’uso delle immagini di Pinocchio nell’impegno di umanizzazione del pediatrico fiorentino, la realizzazione di una biblioteca tematica su Pinocchio al Meyer, oltre all’utilizzo di messaggi culturali presenti nell’opera di Lorenzini per divulgare messaggi di educazione sanitaria a misura di bambino in ospedale e tanto altro ancora, nel segno dell’attenzione al bambino che vede in Pinocchio un simpatico e avventuroso coetaneo.
“Il burattino – commenta Donzelli – costituisce una metafora della duplice natura del bambino. Pinocchio si trasforma in un vero e proprio bambino dopo aver attraversato molte prove per imparare a controllare se stesso ed esprimere i tratti più virtuosi. Alla fine della storia Pinocchio comincia ad esprimere le qualità nobili del suo vero sé. Questo il paradigma dell’alleanza tra la Fondazione Collodi e la Fondazione Meyer: la ricerca dell’emancipazione del bambino e della famiglia nel percorso di malattia che ha le stesse fasi di negazione, ribellione, disperazione per poi ritrovare i tratti di della consapevolezza e della condivisione nella cura olistica, fino alla guarigione”. “Sappiamo da anni e per esperienza che Pinocchio è una figura che come nessun’altra unisce bambini e adulti anche su molti temi sociali – dichiara Bernacchi – tuttavia questa cooperazione ha un significato particolare.
Infatti Carlo Collodi sperimentò personalmente certe durezze della vita, inclusa la morte precoce di alcuni suoi fratellini e sorelline, che affiorano anche nelle Avventure di Pinocchio, dove però lo scrittore non le separa mai dalla gioia di vivere e dalla speranza di un’esistenza più serena e felice grazie alla fiducia in se stessi e in chi ci ama, prendendosi cura di noi.
Per questo la Fondazione Collodi e Pinocchio possono dare un contributo particolare al benessere dei bambini e delle loro famiglie”.

Fonte: ANSA

 


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