Petrachi: Barella capitolo chiuso. Dzeko? Non ci faremo strozzare. Roma perfetta per Higuain

Pubblicato 5 luglio 2019

Petrachi: “Roma perfetta per Higuain. Dzeko? Non ci faremo strozzare”

La presentazione del neo direttore sportivo giallorosso: “Barella ha scelto l’Inter, capitolo chiuso”

ROMA – Dopo l’ufficialità arrivata lo scorso 25 giugno, il neo direttore sportivo della Gianluca Petrachi è stato presentato in conferenza stampa. Tanti temi affrontati: dall’arrivo del tecnico Fonseca, agli obiettivi di mercato, fino al suo sbarco nella capitale dopo settimane di trattative con il Torino.

Le parole di Fienga

“Buonasera a tutti, grazie per essere qui. Siamo molto contenti di presentare Petrachi come nuovo direttore sportivo. È stato un corteggiamento breve anche se abbastanza intenso. Finalmente Gianluca può operativamente lavorare con noi e lo fa dal primo luglio ufficialmente. Ho avuto modo in questo breve tempo di confrontarmi di lavorare con lui e i primi giorni sono incoraggianti per l’intesa avuta con la struttura della Roma. Ora entra in una fase calda con l’avvio del mercato che si è aviato con le operazioni di chiusura al 30 giugno sulle quali ci siamo confrontati e sulle quali era sostanzialmente allineato così come anche sulla scelta dell’allenatore. Lascio la parola a Gianluca con grandissima soddisfazione così torno a fare quello che defo fare. Lascio al direttore sportivo la guida di tutte le decisioni sportive di questa società”.

La presentazione di Petrachi“Sono molto felice di essere qui alla Roma, per me è un onore. Credo che qualsiasi direttore sportivo e mio collega che faccia questo lavoro penso che ambisca di arrivare in una società così prestigiosa. Sono onorato e orgoglioso di essere alla Roma. Faccio questa premessa, visto che non sono riuscito a farlo prima: vorrei ringraziare tutto il popolo granata che mi ha sostenuto in questi dieci anni di lavoro. Non l’ho fatto prima perché per varie ragioni non mi sono permesso a dare delle mie dichiarazioni ufficiali. Ma ci tenevo, per me oggi parte una nuova sfida con l’ambizione di far bene”.

Trigoria

“Il centro sportivo lo conoscevo già, una delle mie primissime trattative con la Roma la feci a Trigoria con Cerci quando ero direttore sportivo del Pisa. Poi ci sono tornato due anni fa quando ho preso Iago Falque e Ljajic, è un ambiente che conosco. Ora si sta rifacendo il look ed è ancora più bello. La dimensione di Trigoria dà già la parvenza dell’importanza di questa società”.

Fonseca

“Sono stato molto colpito da Paulo Fonseca. Lo seguivo negli ultimi anni perché c’era un giocatore dello Shakhtar che volevo portare a Torino e ho visto giocare lo Shakhtar. In quelle tre partite ho avuto la dimensione dell’allenatore: si vedeva un’idea di gioco, una squadra corta, aggressiva, recupero di palla immediato. Una mentalità che adoro e amo. Siccome ho fatto il calciatore, seppur non di grandissimo prestigio ma con qualche presenza in Serie A, posso dire che  se avessi avuto un allenatore come Fonseca (non lo dico per fare una sviolinata) la mia carriera poteva essere diversa. È un allenatore che codifica il gioco, che dà dettami tattici precisi senza essere integralista. Non mi è sembrato uno fissato ma uno elastico e molto attento ai giocatori che ha e questa voglia e determinazione mi ha stregato. Credo che la forza che ha dentro è dettata dalla figura dell’allenatore: Fonseca può dare a tutti i tifosi della Roma un’identità ben precisa di come la squadra giochi la domenica. Mi auguro che la gente dalle prime partite e amichevoli capirà ciò che sto dicendo. Ci vorrà tempo, non sarà facile portare un certo tipo di concetto di gioco, però sono molto ottimista in Fonseca. Abbiamo le idee chiare, ci confrontiamo spesso e abbiamo le stesse idee di calcio e questo è fondamentale in un rapporto tra allenatore e direttore affinché tutto possa funzionare bene”.

Le strategie di mercato“Io credo che bisogna essere realisti. Fa parte del mio carattere. Oggi la Roma è all’anno zero. Questa è una squadra che deve ripartire. Deve ricominciare con dei valori e dei principi. Deve ripartire con giocatori che portino qualità morali. Gente che viene con la pancia piena o solo per pensare al dio denaro non fa parte delle mie scelte. Scelgo prima gli uomini, poi i calciatori. Per alzare il livello della squadra deve prima passare questo messaggio. Sento e leggo di tutti questi pseudo rifiuti che stanno arrivando. La Roma non è una succursale. Chi viene qua deve farlo con voglia. Devono avere gli occhi di Spinazzola quando si è presentato a voi. Non ha lasciato il Poggibonsi, ma la Juventus. Questo entusiasmo lo voglio in tutti i giocatori che da oggi prenderò nella Roma. Devono portare entusiasmo e un valore aggiunto che da avversario ho visto essere venuto meno. Lo scorso anno è mancato un po’ di senso di appartenenza Quello che mi impegnerò a fare è portare disciplina e senso di appartenenza. Voglio gente che corra per novanta minuti e il tifoso deve identificarsi nella squadra. Questo è il messaggio che manderò a tutti i miei calciatori: dal più giovane al più anziano”…(segue)

Fonte: CORRIERE DELLO SPORT

 


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