Ora Guarin parla da leader "È sempre più la mia Inter"

Pubblicato 27 febbraio 2015

Il colombiano: “Ora c’è allegria”. Mancini: “Sbagliamo ancora troppo, bisogna difendere meglio”

Erick Thohir dà il cinque a Javier Zanetti: un altro passo è stato fatto. L’Inter è agli ottavi di Europa League e da domani avrà un giocatore in più, Felipe, che sarà tesserato per rinforzare la difesa, ampliando l’organico. Ma l’uomo chiave è già in rosa e si chiama Fredy Guarin: primo gol stagionale in Europa, sesto complessivo, quarto nelle ultime cinque partite. Formidabile il bolide che ha scacciato via la paura da San Siro.

leader — Glielo leggi in faccia il magic moment. Guarin, a fine partita, è raggiante: “Ora c’è entusiasmo, allegria, e i risultati aiutano tanto – spiega a Premium Calcio – . Il confronto con i tifosi a Reggio Emilia? Non conta più, è tutto tranquillo, ne parlano gli altri, non noi”. E alla domanda “È sempre più la mia Inter?” Fredy risponde secco e sicuro: “Sì”. Parole da leader, dopo aver pubblicamente detto di essere “felice per il mancato passaggio alla Juve” nel gennaio 2014. Un passo in Europa League è stato fatto, ora l’Inter punta ad allungare il filotto in campionato, dove affronterà la Fiorentina a San Siro. “Andiamo partita per partita, domenica ce n’è una importantissima e dobbiamo pensare a quello. Qualcosa è cambiato? Ovvio, i risultati”. Grazie a lui e grazie al lavoro di Mancini, che regala carezze al suo campione ritrovato: “Guarin ha sempre tirato così, magari in passato si intestardiva di più a portare il pallone, ma con i suoi inserimenti da dietro è pericoloso”.

mancini — Tira un sospiro di sollievo Mancini a qualificazione ottenuta: “Il rischio all’inizio è stato grande, un gol lì cambia la partita – ammette il tecnico riferendosi all’occasione per il Celtic in avvio – . Con l’espulsione, poi, è stato più semplice. E’ ancora presto dire dove possiamo arrivare, stiamo migliorando ma errori ne commettiamo sempre. Quando non commetteremo più errori potremo dire di stare meglio. Dovevamo segnare prima per stare più tranquilli. Stiamo facendo dei progressi, dobbiamo cercare di correre meno rischi in difesa, deve essere più protetta dai centrocampisti e non dobbiamo perdere quei 5-6 palloni che poi possono innescare il contropiede. Il cambio di modulo? Per allargare il gioco e gli avversari. In questo modo abbiamo mantenuto anche più il possesso palla e ci ha favorito. Loro erano più coperti oggi nella fase di non possesso e non ci concedevano lo stesso spazio dell’andata. Quando attaccavano non eravamo così veloci da coprire lo spazio tra centrocampo e difesa: Hernanes e Guarin restavano troppo avanti”.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT

 


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