"Noi razzisti? Ci ritiriamo" E giocano dipinti di nero

Pubblicato 10 marzo 2015

La Sampietrese, Terza categoria, multata per insulti a un giocatore di colore. Ma il presidente e persino l’avversario negano tutto

I razzisti… dalla pelle nera. La Sampietrese, club di Terza categoria siciliana, ha scelto di ritirarsi dal campionato dopo esser stata multata per insulti rivolti da un proprio calciatore nei confronti di un avversario di colore. E nell’ultima gara disputata tutti i giocatori si sono dipinti la faccia di nero.

il casus belli — Una decisione drastica dopo un controverso episodio: sabato 28 febbraio derby a Milazzo, in provincia di Messina, contro l’Arci Grazia. Fischio finale, animi tesi e qualche faccia a faccia acceso. La situazione torna rapidamente sotto controllo, le due società tornano negli spogliatoi con la Sampietrese sconfitta. Il peggio, però, arriva in settimana, alla lettura del comunicato del giudice sportivo: multa a entrambe le società per rissa, raddoppiata (400 euro) al club di Santo Pietro perché “un calciatore della società, non riconosciuto dall’arbitro perché privo della divisa di gioco, ha rivolto un’espressione di matrice razzista nei confronti del calciatore della società avversaria Darboe Bakary”.
la reazione — Un fulmine a ciel sereno che fa scattare l’ira del presidente della Sampietrese, Giampaolo Piccolo, conosciuto nella zona per il suo impegno politico e sociale: “Appena letto quanto accaduto ho letteralmente fatto saltare in aria il mio allenatore, chiedendo spiegazioni. Ma confrontandomi con il resto della squadra abbiamo capito che qualcosa non quadrava. Io stesso sono arbitro Csi: credo che il direttore di gara, avendo visto il nostro presunto denigratore ma non avendolo riconosciuto, avrebbe dovuto chiedere lumi al nostro capitano per individuarlo subito. Ci sentiamo discriminati perché non siamo razzisti, anzi: tutti i miei calciatori a inizio stagione hanno firmato un codice etico, nel caso di un episodio così grave avremmo multato e allontanato il giocatore. Abbiamo scelto di ritirarci, nonostante fossimo in corsa per la promozione, perché non si gioca con la storia e la dignità delle persone. A tal proposito stiamo pensando ad azioni legali nei confronti dell’arbitro se non si scuserà”. Domenica, contro la capolista Saponarese, l’ultimo simbolico match: sconfitta per 4-1 ma a testa altissima, con i ragazzi scesi in campo con il volto dipinto di nero per protestare contro la decisione del signor Picciolo di Messina.
la smentita — A infittire il mistero le dichiarazioni di Bakary, 18enne del Gambia, rifugiato politico dopo esser arrivato per mare dalla Libia 10 mesi fa, con il sogno nel cassetto di diventare un medico: “Sono entrato in campo alla fine, la sfida era dura. Ma non ho sentito nessuna offesa alla fine della partita. In altre gare mi è capitato di essere stato insultato per il colore della mia pelle ma sono arrivate subito le scuse. Se qualcuno mi offende perché ho la pelle nera il problema non è mio ma suo: è lui arrabbiato, io rimango lo stesso felice…”.
Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT

 


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