MotoGP Argentina Marquez balla il tango; Rossi gran 2°, Dovizioso 3°

Pubblicato 1 aprile 2019

MotoGP Argentina Marquez balla il tango; Rossi gran 2°, Dovizioso 3°

Lo spagnolo della Honda domina a mani basse a Termas de Rio Hondo precedendo Valentino e il forlivese della Ducati . 4° Miller, poi Rins, Petrucci e Nakagami. Morbidelli rovina un bel GP tamponando Vinales all’ultimo giro

Solo la targa. A Termas de Rio Hondo Marquez fa vedere solo quella agli avversari, trionfando in modo perentorio davanti a Rossi e Dovizioso, a lungo autori di un gran duello, risolto solo a poche curve dalla fine a favore del pesarese. Diversamente dall’anno scorso, quando Marc ne combinò di tutte i colori, stavolta lo spagnolo concretizza la superiorità palesata in tutto il week end imponendosi con una facilità quasi irrisoria sui rivali. Se in questo modo si possono chiamare quelli che sono stati in pista insieme a lui. Su pista asciutta e senza nuvoloni incombenti, Marc vola infatti incontrastato, chiude con 9″8 di vantaggio, ma rallentando alla fine, mentre lo show è alle sue spalle. Protagonisti gli italiani con Rossi, Dovizioso, Petrucci e Morbidelli in evidenza in fasi alterne.
VALE E L’ALLIEVO — Valentino Rossi, esattamente 23 anni dopo il suo debutto nel motomondiale (31 marzo 1996, 6° nel GP della 125 della Malesia a Shah Alam), lotta nelle prime posizioni, sgomita addirittura con il suo ‘allievo’ Morbidelli – bravo, caparbio e per nulla intimorito nei duelli -, ci prova, sbaglia, rimonta e lucida l’argenteria dei giorni di gala, mentre il suo compagno Viñales, molto in palla in qualifica e nel warm up, sbaglia ancora una volta il via – non basta evidente mente copiare il sistema di Vale – e deve fare l’ennesima gara di rincorsa fino alla caduta nel finale, tamponato da Morbidelli.
DOVI CEDE — Vale se la gioca a lungo con Dovizioso, superiore di motore rispetto alla Yamaha e autore della solita gara intelligente e di sostanza: la sua prestazione è solida, ma nel finale deve inchinarsi alle linee di Valentino e al suo colpo di genio – sorpasso chirurgico – a poche curve dal traguardo. Il distacco incassato pesa, ma considerando, che la Desmosedici è sempre stata allergica all’aria termale dell’Argentina a Borgo Panigale possono nutrire qualche speranza. Ai piedi del podio Miller, 4°, che chiude davanti a Rins e Petrucci, mentre Morbidelli rovina una bella prestazione con un errore di misura su Vinales nel finale.
LA GARA — Al via scelte di gomme piuttosto univoche, con hard anteriore e soft al posteriore per quasi tutti, con Viñales con doppia soft, e Rossi con hard-media. Si spengono i semafori e Marquez si lancia con la fionda, mentre Viñales pare trattenuto da elastici, con Dovizioso e Rossi che si lanciano all’inseguimento dello spagnolo. Due sorpassi e Vale è 2° ma sul dritto Dovi e Miller ripassano e il loro duello agevola la fuga di Marquez: 1″5 di vantaggio al primo giro, che diventano 3″1 al quarto e 4″5 al settimo, 6″9 al decimo. Mentre Crutchlow fa un ride through per partenza anticipata, Rossi fa e disfa – qualche errore in staccata – e si muove a fisarmonica fra il 2° e il 4° posto. Petrucci e Morbidelli regalano palpitazioni e duelli, con Rins in risalita e Dovi che si rimette davanti a Valentino. Fino all’ultimo giro, quando prevale il guizzo del 40enne terribile. Marquez chiude sorseggiando un mate: è una prestazione da fare paura.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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