"Mi chiamavano Lotirchio Poi mi hanno copiato tutti"

Pubblicato 25 marzo 2015

Il patron della Lazio: “Prendevo parametri zero e ho inventato il prestito con diritto di riscatto. Hernanes all’Inter un mio capolavoro”

Proprietario di due squadre diverse, consigliere federale, motore della Lega calcio. E ora anche professore. Claudio Lotito non si ferma mai. L’Università Europea di Roma lo ha ingaggiato per un corso breve di “Diritto ed economia dello sport”, che nel prossimo anno accademico diverrà un corso annuale e nel giorno dell’Open day per gli aspiranti iscritti la sua lezione è stata anche l’occasione per un’autocelebrazione in grande stile, con Pereirinha, Djordjevic, ma soprattutto l’aquila Olympia accanto a lui. Il tema era: “Come salvare il calcio italiano dal fallimento finanziario”, ma prendendo spunto dall’esperienza personale, Lotito ha parlato di “come ha salvato la Lazio dal fallimento”. Ecco gli stralci più significativi del suo intervento.

salvataggio — “Ho preso un club morto e l’ho portato alla crescita geometrica dopo aver azzerato un debito mostruoso grazie ad un lavoro incessante sui conti, sulla gestione, sul mercato. Siamo una società in crescita esponenziale, perché ogni anno incrementiamo, sia dal punto di vista tecnico che economico. Chi c’era prima spese 90 milioni di euro per Mendieta senza accertarsi della qualità del giocatore. Con me queste cose non sono mai accadute”.
novità — “Mi chiamavano ‘Lotirchio’ perché prendevo i giocatori a parametro zero, poi ho inventato il prestito con diritto di riscatto, la cessione del marchio e ora fanno tutti così, perché i soldi non ci sono più e forse non c’erano mai stati e il lifting finanziari non si possono più fare. La capacità deve essere quella di tutelare l’interesse supremo della collettività. Dalla durata del contratto dipendono anche gli ammortamenti, funzionali alla durata stessa. L’altro elemento è quello della valorizzazione. Se stiamo prendendo giocatori giovani è proprio per il discorso della valorizzazione, che poi inciderà direttamente sul valore patrimoniale della società”.
esempi — “Sono sicuro che Keita o Felipe Anderson cresceranno e incrementeranno il proprio valore. A Keita feci una ramanzina dopo l’incidente che neanche immaginate, perché qui alla Lazio applichiamo anche un processo educativo, che ad esempio coinvolse anche Di Canio per il discorso delle maglie regalate. Però a chi viene da noi, come Klose che prima prendeva oltre 4 milioni, bisogna dare qualcosa di diverso. Da qui la necessità di creare il senso di appartenenza, come con le iniziative Olympia o lo stesso pullman”.
il capolavoro — “La situazione Hernanes? Convocai subito il procuratore dopo aver annusato la situazione. Allora parlai con lui dopo la sconfitta di Napoli. ‘Parla con i tuoi familiari, a fine anno mi fai sapere’, dissi al giocatore. Poi mi telefonò il procuratore che mi disse che voleva andare all’Inter con cui stava flirtando. Ci ho guadagnato 20 milioni e l’avrei perso a giugno: un capolavoro! Solo ora la gente si accorge che con quei soldi sono arrivati Anderson e compagni”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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vicinivicini
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