Maggio musicale, si dimette Fabio Luisi

Pubblicato 18 luglio 2019

Maggio, si dimette il direttore musicale. “Scelte incomprensibili”. La replica del sindaco

Un’altra tegola dopo il caso-Chiarot. La lettera al sindaco Nardella: “Estremo disagio e grande dispiacere”

Firenze, 17 luglio 2019 – Fabio Luisi si dimette da direttore musicale del Maggio Fiorentino: l’annuncio in una lettera al sindaco Dario Nardella e al sovrintendente Cristiano Chiarot diffusa poi ai dipendenti.

Luisi annuncia la decisione “con un sentimento di estremo disagio e grande dispiacere” e parla di “incomprensibili scelte strategiche degli ultimi giorni”, con “una svolta di natura politica alla gestione del Maggio”, che “necessariamente si rifletterà (e dei cui prodromi mi sono accorto da tempo) sulla programmazione artistica”.

Le dimissioni arrivano dopo l’annuncio di Nardella di voler nominare come suo delegato alla presidenza della Fondazione Salvatore Nastasi, decisione non condivisa da Chiarot che ha annunciato che lascerà l’incarico alla fine del suo mandato, il 28 luglio.

“Sono giunto a maturare questa decisione definitiva – scrive Luisi – nonostante l’intenso, proficuo lavoro con il teatro e tutti i collaboratori coi quali abbiamo dovuto affrontare lo sforzo di mettere in atto l’avvio di un coerente rilancio artistico i cui pieni risultati si sarebbero potuti apprezzare soltanto nel tempo, nonostante l’affetto dimostratomi in varie occasioni dal pubblico e nonostante gli innegabili successi artistici raggiunti”.

Per questo ringrazia “tutta la struttura del Maggio, innanzitutto Orchestra e Coro”.

“Le incomprensibili scelte strategiche degli ultimi giorni – prosegue – mi hanno convinto che manca a Firenze la volontà di continuare quel programma iniziato, condiviso sin dall’inizio” con Chiarot, “il coordinatore artistico Conte e con i miei collaboratori e colleghi del Maggio”.

“Purtroppo per me dunque non è più possibile continuare in questa direzione, direzione che era mia e di Chiarot, che mi sento di ringraziare pubblicamente per l’umanità e la competenza dimostrata in questi anni di lavoro comune”.

“Ciò che è accaduto in questi ultimi giorni – scrive ancora Luisi – non può essere derubricato in ordinaria amministrazione per cui, dopo un’attenta riflessione di qualche giorno, necessaria per evitare risposte emotive, sono giunto alla decisione di dimettermi», considerando «il bene della Fondazione come interesse primario. Proprio in questa ottica, non mi sento di disdire gli impegni fiorentini del prossimo settembre sia al Maggio che per la tournee a Bucarest al Festival Enescu”.

“Ringraziando tramite tuo, caro sindaco, l’intera città per l’affetto che mi ha tributato – conclude Luisi – auguro a Firenze, anzi ne sono più che certo, di poter contare sempre su un Teatro del Maggio Musicale degno della sua storia”.

LA REPLICA – A stretto giro di posta il sindaco Dario Nardella ha scritto a Luisi una lettera di risposta.

“Caro Maestro – si legge nella lettera – prendo atto con dispiacere delle tue dimissioni ma sono ancora più dispiaciuto delle motivazioni che tu hai voluto rendere note pubblicamente. Come ben sai l’ipotesi del tuo avvicendamento è emersa molto prima delle decisioni prese negli ultimi giorni. Il Sovrintendente Chiarot infatti mi ha informato, in occasione dei nostri incontri in Palazzo Vecchio, di aver discusso con te aspetti artistici che non avrebbero più consentito la tua permanenza in qualità di Direttore Principale del teatro”.

Nardella continua: “Il Sovrintendente infatti aveva deciso di dare al Maestro Mehta uno spazio rilevante nella prossima programmazione artistica che, di fatto, avrebbe reso difficile, se non impossibile, la compatibilità del tuo ruolo di Direttore principale anche alla luce degli ingenti costi complessivi della programmazione stessa. Del resto, a conferma di ciò, ricordo che proprio durante l’ultimo Consiglio di Indirizzo del 26 giugno, come tutti i presenti potranno testimoniare, abbiamo lungamente discusso dell’opportunità di una tua conferma al teatro, posta dallo stesso Sovrintendente che aveva espresso alcune perplessità su questa ipotesi e che ci aveva anche informato di alcune difficoltà legate a una eventuale risoluzione del rapporto contrattuale. Nell’ultimo incontro che ho avuto con il Sovrintendente il 10 luglio fu Chiarot stesso a informarmi della tua imminente decisione di lasciare il teatro”.

“Voglio inoltre precisare – conclude Nardella – che trovo gravissima la tua allusione a possibili ingerenze politiche che influirebbero negativamente sulla qualità artistica del Teatro. L’unica figura politica che guida la Fondazione è il Presidente e io non ho mai dato indicazioni né al Sovrintendente né a nessun altro su come guidare artisticamente la Fondazione. Ho sempre ascoltato e avallato proposte del Sovrintendente anche con riguardo alla tua persona. La prossima programmazione è stata decisa dal Sovrintendente Chiarot che è venuto a presentarla all’ultima seduta del Consiglio e che il Consiglio ha solo ratificato in quella sede. Questa distinzione di ruoli e compiti rimarrà tale – e non potrebbe essere altrimenti – sia che presieda io la Fondazione sia che nomini un mio delegato a farlo”.

Fonte: LA NAZIONE


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