Le Legends Italia k.o. In finale vince la Russia

Pubblicato 14 luglio 2018

Legends Supercup, Italia sconfitta in finale

Totti e compagni, allenati da Maldini, battuti 7-6 dalla Russia con un finale nervoso…

Niente da fare, non siamo campioni del mondo nemmeno nelle “Leggende”. Finisce a insulti all’arbitro, finisce con Francesco Totti come ai tempi belli, che si tiene dentro poco, approfitta della mancata comprensione del romanesco e soprattutto conferma che a perdere non ci sta mai, nemmeno in questo calcetto con le sponde. Vince in finale la Russia padrona di casa, 7-6: Italia seconda. E se nel Mondiale vero non si può dir loro nulla, non avendo usufruito di aiuti, si giocano il jolly qui. Sono in finale per un sorteggio (a porte chiuse) vinto sul Portogallo, nel finale l’arbitraggio è perlomeno casalingo e culmina in un fallo da rigore enorme su Totti a un minuto dalla fine. Da qui le invocazioni agli avi trapassati dell’arbitro, che prima erano stati preceduti da lezioni di “badwords” italiane con Oddo e il capitano protagonisti. Dopo 5’ è Di Biagio a sancire la pace, con un abbraccio.
L’EVENTO — La Legends Supercup è un evento collaterale organizzato su tre giorni in un palazzetto moscovita: gli azzurri, con Maldini in panchina, si erano qualificati all’atto finale con due vittorie su tre. Si parte con una presentazione che è il trionfo del kitsch: prima le cheerleader con bandiera russa ballano su musica techno, poi quattro auto bianche con finestrini oscurati entrano sul campetto. Dalle auto escono otto giocatori, fra cui Totti, che tirano i palloni in tribuna. Poi spazio agli inni: sarà la prima e l’ultima volta che sentiamo il nostro qui in Russia. Gli azzurri partono con Frey in porta (Abbiati non c’è, le regole sulle nazionalità a quanto pare non sono così strette), Zaccardo-Di Biagio-Oddo linea difensiva, Di Michele e Totti davanti. Poi, con cambi volanti e frequenti entreranno anche Delvecchio, Fiore, Zauri, Zambrotta, Cassetti. Il primo gol è di Totti, con un tiro secco: ne farà due, molte altre volte farà partire conclusioni improvvise in spazi che paiono non esserci. Delvecchio è il più magro, con Smolov, Di Biagio fa due falli in 10’, si giocano due tempi da venti, con la palla che esce solo se supera le sponde. Dopo 10 minuti arriva a bordo campo anche Infantino (tiferà per noi, cercando di non farsi notare), il primo tempo è 4-3 per i russi: l’inizio della ripresa è drammatico, si va sul 6-3 prima della rimonta firmata da Di Michele, Zaccardo e Zauri (che segna stampandosi sul palo e cadendo). Di là l’ex Roma Aleinichev è la star (tripletta), il 7-6 arriva su un errore difensivo e lo segna Golovskoi. Poi gli assalti finali, il caso da rigore, i “nervi” azzurri. I 1.740 presenti festeggiano: si può ricominciare a cantare Rus-sy-a! Chiude balletto di donne e uomini col colbacco: perfetto.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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vicinivicini
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