“Juve: rispetto, non paura Resto alla Lazio? ‘Avoja…’”

Pubblicato 16 aprile 2015

Lazio, Felipe Anderson: “Se resto? ‘Avoja’. Ho rinnovato apposta”

Il brasiliano festeggia oggi i 22 anni: “L’aquila mi è entrata nel cuore. Pioli è un grande, ci ha dato mentalità. Dove devo migliorare? Nell’uno contro uno col portiere avversario”

Per festeggiare i suoi 22 anni, Felipe Anderson ha portato la Lazio a cena: tutti a mangiare brasiliano, nel ristorante di Cesar (ex terzino biancoceleste), uno che non gli ha mai fatto sentire la nostalgia di casa sua. Al resto, ci hanno pensato i tifosi, per i quali “Felipetto” ormai è più di un idolo: lo hanno travolto di messaggi di auguri, e lui giura di averli letti tutti. Quei pochi fortunati che riescono a prendere la linea in diretta con Felipe, alla radio ufficiale del club, gli parlano emozionati, e si emoziona anche lui: “Sono contento di sentire tutti questi complimenti: mi danno la carica per fare sempre meglio”. C’è chi si ricrede dopo averlo criticato lo scorso anno, chi si dichiara “innamorata”, chi lo invita a cena a casa per una carbonara: “Guardate che mangio tanto…”.
EMOZIONI — Felipe Anderson inizia raccontando le emozioni di giocare domenica con lo stadio pieno: “E’ stata una giornata particolare, perché c’era tanta gente allo stadio, cosa che volevamo a inizio stagione. E’ stato bellissimo regalare ai tifosi questa vittoria e il secondo posto. Ora dobbiamo continuare a gioire, tutti insieme”. Già da sabato, a Torino: “La Juventus è la squadra più forte, ma siamo in un momento importante della nostra stagione. Dobbiamo rispettarli, ma dobbiamo andare lì e fare la nostra partita”. Juventus che sarà avversaria della Lazio anche nella finale di Coppa Italia: “La vogliamo, e faremo di tutto per vincerla”.
DIFFICOLTA’ — Ora, tutto va alla grande, ma lo scorso anno ci furono diverse difficoltà: “I tifosi mi hanno sempre aiutato, l’aquila mi è entrata nel cuore. Avrò sempre gratitudine della Lazio”. E a chi gli chiede se resterà, lui risponde: “Ho appena rinnovato il contratto fino al 2020, quindi ‘avoja’…”. “Alla fine della scorsa stagione, sapevo di poter giocare qui il mio calcio migliore – aggiunge -. Ma io voglio giocare sempre così, voglio far sorridere le persone, con una foto o con i miei gol”. Già dieci in campionato, ma Felipe non si accontenta: “Devo lavorare ancora un po’ in area, nell’uno contro uno contro il portiere”. Glieli fanno vedere tutti: “Non mi sembra vero di aver segnato nel derby. Ci ho messo qualche minuto per capire. Il più bello? Al Sassuolo. E poi quello di testa al Verona: non pensavo di essere saltato così in alto”. Il tutto, per la felicità di Pioli: “Mi ha sempre dato fiducia anche quando sbagliavo. Pensa sempre alla prossima partita,dicendoci che non abbiamo ancora ottenuto nulla. Ci ha messo in testa questa mentalità: mi sorprende ogni giorno di più”.
ROMA E IL BRASILE — Nella Capitale, Felipe Anderson (che “da piccolo guardava Ronaldo, Ronaldinho e Kakà”) ha trovato un angolo di Brasile: “Abitare qui è una cosa bellissima, i miei amici vengono spesso a trovarmi e mi fanno felice. C’è allegria, come a casa mia, e anche tanta gente che ha fede in Gesù (Felipe Anderson non è cattolico, ma evangelico ndr), la cosa più importante della mia vita”. E del Brasile, Felipe Anderson sogna di vestire la maglia della Seleçao: “Sono tranquillo per il momento. Voglio fare bene qui, se viene sarò felice. Al momento è più importante aiutare la Lazio”. Fin dallo Juventus Stadium, tanto che un tifoso che sarà nel settore ospiti gli chiede: “Spaccaje la porta…”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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