Juve, clamoroso ritorno di Buffon per un anno: sarà il vice Szczesny. E nel futuro…

Pubblicato 26 giugno 2019

Juve, clamoroso ritorno di Buffon per un anno: sarà il vice Szczesny. E nel futuro…

Niente Porto, Gigi sarà uomo spogliatoio per Sarri. E dopo lo attende un possibile ruolo da dirigente bianconero

26 giugno Milano

Gigi Buffon non ha mai avuto paura di fare scelte anticonvenzionali. E allora, perché non la grande inversione a U? La Juventus pensa molto seriamente al ritorno del suo capitano. È tutto quasi fatto e da un punto di vista affettivo sarebbe la notizia dell’estate: il portiere più forte dell’era moderna che torna nella sua squadra per fare il secondo. De Ligt può essere pagato 70 milioni? L’Inter prende Conte e punta a rifare la squadra? Tutto vero ma il Buffon-bis alla Juventus, come emozioni, è un’altra cosa. Una grande storia di sport e di vita. Gigi ha finito con il Psg e in queste settimane ha ricevute offerte da tutto il mondo. Il Porto su tutti, poi Fluminense, Leeds e chissà quanti altri. In queste settimane, ha deciso: nel 2019-20 continuerà a fare quello che ha sempre fatto nella vita. Il portiere. Con il Porto ha speso una parola, una mezza promessa, però…

LA CHIAVE PERIN – La chiave, da un punto di vista strettamente di mercato, è la situazione di Mattia Perin. Wojciech Szczesny è il portiere titolare della Juventus e la sua prima stagione da numero uno – ottima – non lascia dubbi: conserverà il suo status. Perin invece si è operato alla spalla nella parte finale del campionato e non rientrerà fino (almeno) a ottobre. Può la Juve fare a meno del secondo portiere per tre mesi abbondanti? Meglio di no. E Perin vuole vivere un altro campionato da riserva? Meglio di no. Per questo Mattia e la Juve si separerebbero. Resta da trovare la destinazione giusta: la Roma è un’idea ma, con il suo contratto pesante, non è semplice…
Iker Casillas ieri mattina ha scritto un tweet misterioso: «Gli acquisti alla Juve li fa Houdini. Magia pura…». A che cosa si riferiva? Si è parlato molto di Isco, che invece vuole rimanere al Real Madrid, e più tardi si è capito: Gigi. Buffon è un suo amico da sempre e Iker, curiosamente il portiere del Porto nell’ultima stagione, deve avere saputo che la squadra portoghese rischia di essere lasciata per il ritorno di un grande amore. Piuttosto, è interessante il ruolo che Buffon avrebbe alla Juventus. Non dirigente… o meglio, non ancora. Piuttosto, uomo spogliatoio, chioccia del nuovo corso, miglior garanzia per Maurizio Sarri. Il nucleo storico – Buffon più Barzagli, Bonucci e Chiellini – si riformerebbe dopo un percorso da film. Leo tornato dal Milan, Barza nello staff tecnico, Chiello con la fascia ereditata da Gigi.

IL PASSATO – L’ultima immagine di Buffon bianconero era l’uscita definitiva dal campo e l’abbraccio commosso dello Stadium: il popolo della Juve si spellava le mani e Gigi, emozionato, agitava le sue manone. Erano le 16.25 del 19 maggio 2018. Quel giorno tutto il mondo twittò per la leggenda, perfino Kobe Bryant, però nessuno immaginava questa ultima coda. Il numero 1 è diventato bianconero per gradi, un po’ alla volta, da quando la Juve pagò 100 miliardi al Parma: dal 2001 al 2018 ha poi vissuto ogni gradazione dell’umano sentimento. Prima l’esaltazione del Cinque Maggio, con lo scudetto più incredibile, e poi Manchester, la finale di Champions persa ai rigori: ne parò due ma non fu abbastanza per vincere.

VERSO L’IMPOSSIBILE – E ancora, il Mondiale 2006, la B, rivendicata con orgoglio, e la rinascita. I guanti di Buffon sono stati presenti in sette scudetti di fila, sei da capitano, ma pure nelle notti più dolorose: due finali di Champions, a Berlino 2015 e Cardiff 2017. La scorsa estate, poi, l’ultima scommessa a 40 anni, anticipata da una conferenza commossa al fianco di Andrea Agnelli, amico più che presidente. L’addio alla Juve era nelle cose, più sorprendente la scelta di allungare la leggenda al Paris Saint Germain. Gigi voleva e vuole ancora la Champions: a Parigi è andata male, ma forse potrà riprovarci a Torino con Cristiano. Proprio lui, quello della rovesciata allo Stadium e del rigore nel recupero al Bernabeu. «Solo chi tenta l’assurdo raggiunge l’impossibile», gli scrissero i tifosi della Juve nel giorno dell’addio. Mai massima è stata più vera.

Fonte: GAZZETTA.IT


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