Indy, bel podio di Rossi: 3° Marquez vince e lo aiuta

Pubblicato 10 agosto 2015

MotoGP Indy, Rossi podio prezioso: 3°. Marquez vince e lo aiuta

A Indianapolis successo dell’iridato della Honda (trionfo numero 700), che precede Lorenzo e un ottimo Valentino, che conserva 9 punti di vantaggio su Jorge. 4° Pedrosa, 5° Iannone

Questa è casa mia, qui non si passa. Il casco da astronauta ce l’ha Lorenzo, ma l’extraterrestre a Indianapolis è Marquez, che vince la seconda gara di fila, piega la resistenza del maiorchino, 2°, pianta ancora la sua bandiera fra i mattoncini della brickyard e accorcia la distanza con la vetta della classifica portandosi a –56 da Valentino Rossi. Il pesarese risale bene fino al podio dopo un week end non facile in cui vede avvicinarsi il rivale Lorenzo a 9 punti, ma si difende con i denti e si mostra molto reattivo.

L’AMERICANO— Captain America Marquez alza lo scudo e difende la sua imbattibilità negli Usa, dove in MotoGP ha sempre vinto, portando a 5 i suoi successi di fila a Indy, che diventano 6 per una Honda trasformata che festeggia anche il successo numero 700. La RC213V non è più il cavallo imbizzarrito di inizio stagione (anche se nel warm up Marc finisce di nuovo a terra) e Marquez sembra pronto a giocarsela nel rodeo iridato per il titolo: 56 punti sono tanti. Forse non troppi. Il feeling con la Honda (un mix con telaio 2014, forcellone 2015 e motore 2015) è ritrovato. Come il sorriso. Messaggi importanti che Marquez lancia ai pretendenti al titolo. La coppia Yamaha non può rilassarsi: presto potrebbe arrivare un terzo incomodo a sparigliare la loro lotta. Di certo per le vittorie di tappa, forse pure per la generale.

PALPITAZIONI — Sotto un cielo nuvoloso, con minaccia di pioggia, la gara asciutta è vissuta di un doppio duello, fra Marquez e Lorenzo per la vittoria, e fra Rossi e Pedrosa per il terzo gradino del podio. Una lotta ravvicinata che è rimasta aperta fino alla fine. Marquez ha bruciato Lorenzo, che aveva le gomme ridotte alle tele, e Valentino è riuscito a continuare la sua striscia di podi. Sono 14 di fila. La casella portafortuna, la numero 8, quella da cui Rossi è partito per vincere in Australia (2014) e Qatar e Argentina quest’anno, non è stato un amuleto sufficiente, ma Valentino ha corso alla grande, recuperando in gara, ritmo, posizioni e, soprattutto, punti preziosi nel duello con Lorenzo. Il castello – la vetta della classifica – ha retto all’assalto. Il pesarese ha rinforzato le mura predisponendosi a un week end in difesa, in cui è riuscito a limitare i danni. E, considerando come il maiorchino lo abbia surclassato per prestazioni (in gara gli ha dato 5″) e fiducia in un tutto il week end, avergli reso solo 4 punti è un successo. E un segnale. I titoli si vincono anche così. Verranno piste dove Vale sarà più forte a andrà all’attacco. Qui la difesa – e contropiede – ha funzionato a dovere.

LA GARA — Lorenzo al via scatta alla perfezione, inseguito dalla Honda di Marquez e Pedrosa, con Rossi che ci mette un giro e mezzo per liberarsi di tre avversari ed essere 4°, ma già a 2″2 di distacco. Dovizioso purtroppo deve retrocedere in coda al gruppo per un dritto alla prima curva di Crutchlow. Davanti Lorenzo e Marquez dettano il ritmo, con Pedrosa in agguato e Rossi non in grado di avvicinarsi al pacchetto di testa. Dopo un terzo di gara Lorenzo prova l’allungo, che non riesce, mentre Rossi inizia a ricucire lo strappo con Pedrosa, che al 18° giro viene sorpassato, ma che non molla. A 8 giri dalla fine la bandiera bianca con la ‘x’ rossa segnala le prima gocce di pioggia, ma la pista regge. Rossi-Pedrosa si scambiano le posizioni due volte, mentre la contesa Lorenzo-Marquez arriva alla resa dei conti. Duello serrato: Marc passa in testa a 3 giri dalla fine, con Jorge che non molla. Ultimo giro: Vale ha la zampata giusta su Pedrosa e Marquez regge alla pressione di Lorenzo. Iannone festeggia il 26° compleanno con un bel 5° posto davanti a Smith, mentre Dovizioso risale fino al 9° posto, davanti a Petrucci, positivo dopo aver brillato in prova. La prima Ducati al traguardo però incassa 21″ di distacco. Un gap da 2014: non un bel segnale per Borgo Panigale. Vale c’è, Lorenzo e Marquez pure. Giochi aperti. Ci sarà da divertirsi.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

 


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