Fiorentina, i giorni più difficili del Berna in attesa dell’azzurro

Pubblicato 7 marzo 2016

Fiorentina, i giorni più difficili del Berna in attesa dell’azzurro

Dopo il momento d’oro, il talento viola sembra stanco Ma sogna già il rilancio (e un posto agli Europei)

UN fenomeno normalizzato. Stanchezza, ci può stare. Perché Federico Bernardeschi detto Berna presto tornerà quello di prima e anzi crescerà ancora, e poi era facile immaginare che si sarebbe trovato a pagare il prezzo di tanto sacrificio. Gli egoismi di Londra, la panchina col Napoli, poco o nulla (come il resto della banda) all’Olimpico. Giù lui, giù la Fiorentina, la squadra di cui è il simbolo: perché è cresciuto qui, perché indossa il dieci, perché ha stile e carattere. Perché ce lo invidiano tanti, soprattutto, visto che lui è una giovane stella del calcio italiano, un ex protagonista dell’Under 21 e una carta che Antonio Conte potrebbe giocare ai prossimo Europei.

E infatti Berna adesso deve ritrovare le energie per guidare la Fiorentina nello sprint per il terzo posto. Verona e Frosinone, due partite per tornare a divertirsi e a divertire chi lo segue con gli occhi innamorati. Due sfide per provare a riagguantare la Roma e per convincere Conte (che comunque dovrebbe avere le idee abbastanza chiare) a convocarlo in azzurro per le due amichevoli extralusso fissate per fine mese: con la Spagna il 24 marzo e con la Germania il 29. Lo stesso ct ha fatto sapere che le sue, in questo caso, saranno convocazioni allargate. Non venticinque, ma forse qualcuno in più, tra cui anche Federico Bernardeschi, valida alternativa a Candreva, o a Giaccherini, o esterno di un ipotetico ritorno al tridente. Quello che è certo è che in questi anni il biondo ha lavorato in molti ruoli, aggiungendo la parola sacrificio al suo vocabolario denso di sostantivi come fantasia, creatività, coraggio e tecnica. E in Under 21 ha anche giocato da “falso nueve”, senza dimenticare la prima parte di stagione con Sousa, dove Bernardeschi ha imparato anche a difendere, il che ne ha fatto un giovane eroe del calcio contemporaneo, quello che

pretende giocatori in grado di adattarsi alle situazioni, di coprire più campo quando serve, di non tirarsi mai indietro. Anche per questo Antonio Conte da tempo segue Bernardeschi con attenzione e c’è chi sostiene che abbia fatto il suo nome ai dirigenti del Chelsea. Così come Ancelotti ne ha parlato a quelli del Bayern.
Ma la Fiorentina punta a tenerlo qui un altro anno, a meno che Bernardeschi non giochi un Europeo da favola e non arrivino sul tavolo 40 milioni. In quel ca- so ci sarebbe poco da fare, ed è normale che sia così. Naturalmente conterà un eventuale posto in Champions e un possibile ritocco al contratto firmato l’estate scorsa.
Comunque si parte da una premessa: la Fiorentina vuole fare di tutto per trattenerlo e il ragazzo sa bene che in un top club farsi largo non è sempre facile. Di sicuro dobbiamo prepararci all’idea che il nome del biondo entri in circolo nel calciomercato mediatico da qui a fine stagione. Anzi, per la verità il suo nome viene già tirato in ballo in fantasiose trattative.
Ma lui e la Fiorentina ora devono pensare ad altro, perché la Gli egoismi di Londra, la panchina col Napoli e il flop all’Olimpico: giù lui, in difficoltà la squadra
vera sfida è adesso, ed è la più difficile: rialzare subito la testa e mettere pressione addosso alla Roma, ritrovando le energie e il talento prezioso di giocatori come Federico Bernardeschi, biondo col dieci che corre sull’erba del Franchi e nel cuore di questa città.

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vicinivicini
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