Dovi: Non senti il limite. Iannone: Così è troppo

Pubblicato 9 maggio 2016

MotoGP, Le Mans Dovizioso: “Non senti il limite”. Iannone: “Così è troppo”

La delusione dei piloti di Borgo Panigale. L’abruzzese: “Lì non stato forzando più del giro prima, anzi, ma in un attimo sono finito giù, come tanti. È una situazione difficile: abbiamo potenziale, ma siamo senza controllo”. Il forlivese: “Quando la Michelin ti lascia è già tardi”

Per la Ducati anche in Francia prosegue il momento nero, con entrambi i piloti finiti per terra, Iannone al 7° giro quando era secondo e Dovizioso al 16°, quando era terzo, dopo un avvio da grandi protagonisti. Altre due ‘x’ in classifica, con la sensazione che sulla casa di Borgo Panigale gravi una cappa di eccessiva pressione per la lotta intestina fra i due piloti, legata alla permanenza in rosso nel 2017 al fianco del neo acquisto Lorenzo.
IANNONE — Iannone però non parla di pressione, ma delle difficoltà di gestire il limite: “È la situazione generale a essere difficile, da spiegare più ancora che da accettare – dice l’abruzzese -. È un peccato perché abbiamo la potenzialità per essere competitivi fin dalla prima gara, e lo abbiamo dimostrato, io sono sempre lì con i top rider, abbiamo una buona velocità, ma dobbiamo ancora migliorare alcuni aspetti per non finire la gare in questo modo. Problema di gomme? Io in quel giro non stavo spingendo più dei giri precedenti, avevo meno freno, meno angolo e meno velocità, ma lo sterzo si è chiuso uguale. Il problema è che nessuno ha sotto controllo la situazione, non capisci se hai margine, sei al limite o altro e proprio quando spingi meno rischi di scivolare. Quanti ne sono caduti oggi lì davanti? Hanno finito la gara in 13, io non accuso nessuno, dobbiamo solo lavorare, forse per avere meglio la situazione sotto controllo. Lì non stavo esagerando, recuperavo su Lorenzo in percorrenza e accelerazione, ma non stavo spingendo più del giro precedente. E sono caduto…”
DOVIZIOSO  — Dovizioso è molto deluso: “Dobbiamo essere più veloci, ma con più fluidità. Forse è questione di gomme o di come le facciamo lavorare, forse ci serve più dolcezza e meno irruenza. Io in quel momento stavo faticando, ma Rossi non ne aveva molto di più e ho provato a stargli attaccato. Lì dove sono caduto c’è una buca, ma il punto è che la Michelin quando ti lascia ti lascia in modo secco e quando te ne accorgi è già tardi. Bastano due gradi in più di inclinazione e sono fatali. Anche Marc è caduto nello stesso modo, ti senti a posto e non senti il limite: è una caratteristica della gomma. e ci dovremo adattare tutti”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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vicinivicini
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