De Laurentiis: “Icardi non ci serve. James? Non cediamo a Florentino”

Pubblicato 12 luglio 2019

De Laurentiis: “Icardi non ci serve. James? Non cediamo a Florentino”

Il presidente a radio KissKiss: “Ho incontrato Wanda Nara tre anni fa e mi è bastato… Rodriguez nei nostri cuori, ma dal Real Madrid richieste ingiuste”

11 luglio Dimaro

Aurelio De Laurentiis ha parlato ai microfoni di KissKiss Napoli, la radio ufficiale. E non sono ovviamente mancati i botti. A partire dal presunto interessamento per Icardi e dalla trattativa per portare James Rodriguez a Napoli.

L’INCONTRO CON WANDA – “E’ una stupidaggine colossale, enorme – ha detto De Laurentiis -. Io Wanda Nara l’ho incontrata tre anni fa e non ho nessuna intenzione di incontrarla di nuovo. Mi è stato sufficiente quell’incontro. Anche perché Icardi non rientra nelle necessità attuali del Napoli. Quando lo chiesi era un altro momento storico. Era l’anno che s’era infortunato Milik e volevamo trovarne il sostituto, ma fu bravo Sarri a far diventare il nostro folletto Mertens uno capace di superare i trenta gol”.

IL NODO JAMES RODRIGUEZ – Quella per James è una trattativa calda, ma non ancora definita. “E’ nei nostri cuori, soprattutto nei cuori di chi l’ha allenato meglio di chiunque altro, Ancelotti – ha precisato il presidente del Napoli -. Il problema di James è che bisogna fare i conti col Real Madrid. Noi siamo duri, non vogliamo cedere alle ingiuste richieste di Florentino Perez. Noi non abbiamo fretta perché la nostra squadra è già molto forte. Dobbiamo fare soltanto dei colpi, niente di particolare. I colpi si fanno in due, tra chi vuole acquistare e chi vuole vendere. Noi vogliamo acquistare, ma non vogliamo commettere errori”.

LA CRESCITA DEL NAPOLI – De Laurentiis si è soffermato anche sull’evoluzione del Napoli. “Il club – ha precisato – ha sempre avuto una levatura internazionale. A parte quel periodo tra l’addio di Maradona e l’avvento nostro. Prima c’è stato quel genio che è Maradona, poi siamo arrivati noi che da quando siamo tornati in Serie A abbiamo avuto i Quagliarella, i Cavani, i Lavezzi, gli Higuain. Tanti calciatori che dimostrano che l’internazionalizzazione di questo club era avviata. Il Napoli purtroppo ha vinto poco, soltanto due scudetti. Ma sono cambiati anche i tempi e il calcio. Il Napoli ha perso tempo nei suoi primi 50 anni. Non se ne può fare una colpa a nessuno oggi”.

IL SOGNO SCUDETTO – Il tricolore è una fissa per i napoletani. De Laurentiis è chiaro: “Ogni volta che incontro i tifosi vorrei accontentarli. Mi chiedono quand’è che vinciamo lo scudetto? A me fanno venire un po’ d’amarezza, ma mi fanno tanta simpatia. Gli dico che l’importante è l’appartenenza sociale a questa maglia. Voi siete napoletani, non potete non gioire del fatto che in questi ultimi 10 anni siamo l’unico club italiano ad albergare in Europa. A me dispiace se qualcuno non è soddisfatto e contento. Per me sarebbe facile prendere gli applausi, conquistare lo scudetto o una coppa europeo e fallire un attimo dopo. Ma non credo che questo sia nell’interesse di Napoli e della Campania. Poi ci sono i napoletani che sono sempre insoddisfatti che si sono legati a Milan, Inter e Juventus. Noi andiamo avanti per la nostra strada, con tutta la cazzimma che non deve mai mancare. Rispettando però le regole e l’economia di un club che, rispetto all’economia dei maggiori club italiani, non ha un euro in meno”.

I CORI RAZZISTI – Infine l’accenno a un problema non ancora risolto, quello della discriminazione territoriale: “Se il calcio negli stadi è ciò che serve ai Governi per tenere tutti buoni, sereni e tranquilli, invece di scendere nelle piazze a fare le rivoluzioni, va benissimo. Com’è che soltanto in Inghilterra il Governo è riuscito a trovare delle soluzioni? Avete mai visto in uno stadio inglese episodi razzisti? Se accade, arriva un bodyguard e ti butta fuori”.

Fonte: GAZZETTA.IT


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