Curry da record: 13 triple E i Pelicans si arrendono

Pubblicato 8 novembre 2016

Nba, Curry da record: 13 triple in una singola partita

Serata da Mvp per la stella di Golden State, che guida i Warriors al successo su New Orleans. I californiani però non brillano: difendono poco, faticano a rimbalzo, soprattutto difensivo

Curry stratosferico, Warriors ancora no. Steph segna 46 punti e 13 triple, nuovo record Nba per singola partita, e Golden State batte New Orleans all’Oracle Arena 116-106. I californiani erano reduci dalla batosta (-20) subita dai Lakers a Los Angeles, che, faceva il paio col -29 dell’opening night contro gli Spurs. Nessun allarme, per carità, ma per una squadra condannata a vincere, a maggior ragione dopo l’ingaggio di Durant, un filino d’ansia c’era. Confermata dalla partita contro i Pelicans, che si sono presentati in California “forti” di un record di 0-6, eppure sono stati in partita sin quasi alla fine, trascinati da un Davis enorme, da 33 punti e 13 rimbalzi. I Warrios difendono poco, faticano a rimbalzo, soprattutto difensivo, ma in attacco hanno troppo talento per non segnare più degli avversari. Specie con Curry in serata da Mvp: aveva “prestato” i Warriors a Durant, cortesia speciale per il nuovo arrivato, se li è ripresi prima che i dolori di crescita di Golden State si trasformassero in guai.
LA PARTITA — 192° tutto esaurito nella Baia. Pelicans senza Holiday e Evans, sembrano condannati a recitare il ruolo di sparring partner di serata di un avversario troppo più forte di loro. Il primo quarto si chiude 28-24 per i gialloblu: 12 punti ciascuno per Curry e Davis che polverizzano i malcapitati Frazier e Pachulia, improponibili avversari diretti. I Warriors sono poco intensi, quasi distratti a volte, sembrano preoccuparsi pochino dei propri avversari, consci del proprio immenso arsenale offensivo, consapevoli che pochi sprazzi offensivi d’onnipotenza, in serata griffati da Curry, per la prima volta in stagione oltre i 30 punti e da Thompson, che ha rimesso a posto le percentuali complessive, non quelle da tre punti, bastano per fare la differenza contro perlomeno due terzi degli avversari, forse anche di più. Uno “strappo” dell’attacco si concretizza in un parziale di 20-2, con 11 punti di Steph, imprendibile. 63-49 all’intervallo. Curry con 23 punti: 8/12 dal campo e 6/8 da tre punti, cifre sontuose, pur “sporcate” dal tentativo dalla sua meta’ campo fallito allo scadere del primo tempo….Ma le palle perse, di cui Coach Kerr si è lamentato pre-partita, sua principale preoccupazione – raccontava – continuano a danneggiare quelli della Baia. Ben 7 solo a meta’ del secondo quarto, saranno 15 a fine partita. Comunque il +14 all’intervallo sembra la garanzia di una serata tranquilla. Non sarà cosi’. Perche’ Davis di prepotenza riporta i suoi a -2 imperversando nell’area di 3 secondi avversaria, ispirando un imprevedibile 17-2 di parziale Pelicans. Arriva addirittura il sorpasso New Orleans con 4’14” da giocare nel 3° quarto.
NERVOSISMO — Sguardi increduli sulle tribune dell’Oracle Arena. E nervosismo che affiora: Curry si “becca” un insolito fallo tecnico. Poi però mette le cose a posto. Mettendo su uno show balistico meraviglioso. Impazza dal perimetro, muovendosi senza palla, esibendo tutto il repertorio di finte, segnando in equilibrio, fuori equilibrio, mandando gli avversari fuori di testa. Green alza finalmente la voce in difesa, limitando i danni contro Davis, e i Pels non hanno alternative offensive per sostenere un finale in volata, specie contro lo small ball Warrios, con Iguodala impagabile tuttofare a tutto campo. I Warriors faticano tanto, troppo, ma salgono 5-2. I dolori di crescita continuano, ma Curry versione la panacea di tutti i mali toglie i Warriors dagli impicci. Contro i Pelicans è bastato e avanzato, contro avversari più forti, serviranno sforzi più corali….
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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