Coppa America, le sorprese: da Farinez, mini portiere coi razzi, alle raffiche di gol di Ali

Pubblicato 14 giugno 2019

Le sorprese del torneo: da Farinez, mini portiere coi razzi, alle raffiche di gol di Ali

Il n. 1 del Venezuela è alto sull’1.80 ma ha gambe e piedi di primo livello. Saracchi corre, Kubo sa inventare, l’attaccante del Qatar invece deve confermare le magie della Coppa d’Asia

13 giugno Milano

La Coppa America è un torneo non solo da vedere ma anche da scoprire, da sempre con tante stelle annunciate ma altrettanto pieno di “underdog” pronti a brillare. Qualche nome? Eccone uno per reparto.

Farinez (p, Venezuela)
Il miglior portiere del Sudamerica, in controtendenza: tutti vogliono il gigante, lui a stento arriva a 1.80 eppure sa essere efficacissimo. Sopperisce con capacità atletiche eccellenti, salta tanto, ha tempi di reazione incredibili e la cosa lo rende letale in uscita: piomba con gli arti protesi davanti all’attaccante quando ancora sta pensando a come tirare. Ha iniziato da punta, coi piedi ci sa fare. Classe 1998, ha un contratto con i Millonarios fino al 2020, se alla Coppa para come sa difficile che ci resti: da ragazzo fallì un provino al Real, ora ci pensa il Barça per farne la riserva di ter Stegen, da non escludere l’offerta di una big sudamericana.

Saracchi (d, Uruguay)
Sentita da addetti ai lavori: “Corre come Zanetti quando arrivò all’Inter”. Un bel trattore, insomma. Stesso ruolo, fascia opposta (lui sta a sinistra), fisico minuto ma intensità pazzesca lungo tutto l’arco della gara. Gioca cattivo, il che può limitarlo perché se gli arriva un giallo troppo presto poi deve gestirsi, ti salta più di garretti che di piedi ed è flessibile a tutti i sistemi di gioco: sa fare anche l’esterno a tutta fascia o giocare ala con un terzino dietro. Ha 21 anni e da sei mesi al Lipsia, si sta adattando all’Europa.

Kubo (c, Giappone)
Di nuovi Messi il mondo è vuoto ma sulla carta pieno, così come lo era di nuovi Maradona, Baggio e soci. Solo che questo al Barça già ci giocava a 15 anni prima che le violazioni sul tesseramento dei minori lo rendessero inutilizzabile e lo costringessero a tornare a Tokyo. Con Leo l’accostamento alla lontana sta nel talento naturale, che non si spiega, ma ovviamente è un’altra cosa pure nel modo di stare in campo. Questo è più alto, magrolino, bella corsa, trequartista con prospettive da mezzala, dribblatore e assistman. Il Giappone ha altri talenti, ma se lui si spara qualche minuto e mostra di poter già giocare coi grandi chissà che non scatti l’asta: il Real pare a un passo dal colpaccio, staccate Psg, City e lo stesso Barcellona.

Almoez Ali (a, Qatar)
Di punte che partono in sordina e possono fare onde ce ne sono parecchie, da Richarlison (Brasile) a Maxi Gomez (Uruguay). Però questa Coppa America è la prova del nove per uno dei talenti offensivi più ammantati di mistero al mondo. Quanto vale davvero Almoez Ali? Il centravanti di Sanchez, sudanese di nascita, in Coppa d’Asia non ha avuto antidoti, 9 gol in 5 partite e giocate ad alta velocità alla Mbappé, che peraltro fisicamente può ricordare. Lì però lo marcava gente che nel migliore dei casi era poco smaliziata, contro un Otamendi o uno Zapata ne sapremo di più.

Fonte: GAZZETTA.IT


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