Chievo, ecco la sanzione 3 punti di penalizzazione

Pubblicato 13 settembre 2018

Plusvalenze, Chievo, 3 punti di penalizzazione. 3 mesi di inibizione a Campedelli

Ufficiale la sanzione comminata del tribunale della Federcalcio: la richiesta della Procura era di 15 punti di penalizzazione al club veneto e 36 mesi di inibizione per il suo presidente. Ora si dice pronto a intraprendere la via legale

13 settembre 2018 – Milano

Tre punti di penalizzazione da scontare in questo campionato e un’ammenda di 200mila euro: questa è la sanzione comminata dal Tribunale della Federcalcio al Chievo per la vicenda delle plusvalenze fittizie. La disposizione prevede anche tre mesi di squalifica per il presidente della società veneta Campedelli e 1 mese e 15 giorni di inibizione per i consigliere della società Piero Campedelli, Giuseppe Campedelli, Michele Cordioli e Antonio Cordioli. La richiesta della Procura era di 15 punti di penalizzazione al club veneto e 36 mesi di inibizione per il suo presidente.
CESENA — Il Tribunale ha, inoltre, dichiarato di non doversi procedere nei confronti del Cesena per intervenuta revoca dell’affiliazione, sanzionando con 1 mese e 15 giorni di inibizione i consiglieri della società Guido Aldini e Samuele Mariotti. Le due società – ricorda la FIGC in una nota – erano state deferite per aver sottoscritto le variazioni di tesseramento di alcuni calciatori indicando un corrispettivo superiore al reale e per aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo dalle norme che regolano i bilanci delle società di capitali.
LA REAZIONE DEL CLUB — Nel pomeriggio sono arrivate le dichiarazioni della società, che rivendica la propria innocenza: “Siamo stupiti e contrariati dall’esito della sentenza odierna. Siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che la società abbia sempre agito con correttezza e trasparenza, e che le indagini della procura non siano state fatte correttamente” ha dichiarato il Legale difensore dell’A.C. Chievo Verona, l’Avvocato Marco De Luc. “Riteniamo perciò che il Chievo Verona non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria”. Il club si è detto pronto ad adottare le vie legali: “Ricorreremo quindi in appello, fiduciosi che la giustizia sportiva saprà alla fine riconoscere le nostre ragioni. Riteniamo il deferimento nei confronti del Chievo Verona nullo per le ragioni già espresse ieri in udienza e segnatamente perché l’unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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