Chiesa impressiona l’Europa. La sorte rifila un cazzotto a Zaniolo

Pubblicato 17 giugno 2019

Chiesa impressiona l’Europa. La sorte rifila un cazzotto a Zaniolo

Serata da incorniciare per il figlio di Enrico, alla prima, vera vetrina internazionale. L’asso della Roma messo k.o. dal portiere Simon dopo 42′ impalpabili

16 giugno Milano

Per tanti era la prima vetrina internazionale di un certo peso. L’esordio all’Europeo Under 21, contro una mai banale Spagna, si portava dietro tensione e dubbi, nonostante la bontà degli azzurrini di Di Biagio non fosse in discussione. Il talento lo abbiamo e anche diffuso, ma tra avere qualità e mostrarla in campo, ci passa il mondo. Lo sa Federico Chiesa, che con la Fiorentina non ha potuto saggiare ancora i palcoscenici che contano davvero, fuori dai confini nazionali. Certo, ha già debuttato nella Nazionale dei grandi, ma un Europeo è un Europeo. Ha tutto un altro sapore.

TOP CHIESA – Papà Enrico, nel 1992, aveva l’età di Federico oggi, ma non faceva parte dell’Italia che vinse l’Europeo Under 21 in finale contro la Svezia. Giusto per far capire che il paragone tra i due non solo regge, ma almeno se ci si limita all’azzurro, gioca addirittura a favore del figlio. Che dopo mezzora di confusione tattica (Di Biagio lo avanza subito da punta, senza frutti, quindi torna sui suoi passi), “mata” la Spagna arando la fascia sinistra. Sul primo gol, stop e sprint a bruciare Martin sono da campioncino. Certo, c’è anche la fortuna, perché il ritorno con spallata dell’avversario “aiuta” Chiesa a colpire il pallone in modo che s’infili tra primo palo e portiere. Ma la buona sorte è spesso amica del talento. E infatti, anche sul raddoppio, la carambola tra Cutrone, Barella e le gambe di un avversario fa sì che la palla arrivi giusta giusta sul piedino di Federico, abile poi a scaraventarla di forza alle spalle di Simon. Doppietta all’esordio, mica male. Visto papà?

FLOP ZANIOLO – Flop è un termine esagerato. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un classe 1999. Ma la partita di Zaniolo è decisamente sfortunata, anche perché si concentra nella parte di gara in cui la Spagna ha sostanzialmente il predominio. L’asso della Roma da trequartista non trova mai la posizione per ricevere e far male, mentre sulla destra soffre nei ripiegamenti, quando Aaron spinge in avanti. Al 32′ ci si mette anche il portiere Simon, che lo stende in uscita di pugno. Che botta. Zaniolo prova a tenere duro, è ancora in campo quando Chiesa pareggia i conti, ma poi va k.o.: dentro Orsolini al 42′, lui viene portato negli spogliatoi. Ha giramenti di testa e non è stato di certo lo stordente palleggio spagnolo a procurarglieli. Per fortuna si riprende presto e a fine gara può festeggiare la vittoria con i compagni. Andrà meglio la prossima volta…

Fonte: GAZZETTA.IT


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