Carica Binotto: “La Ferrari tornerà quella dei tempi di Schumi”

Pubblicato 6 giugno 2019

Carica Binotto: “La Ferrari tornerà quella dei tempi di Schumi”

Il team principal del Cavallino: “Abbiamo voglia, visione, talento, passione e due grandi piloti: rivedo la spinta che ci portò al dominio rosso di vent’anni fa”

6 giugno Milano

Prima mostra con orgoglio la saletta dedicata ad Alberto Ascari, con un’intera parete occupata dalla foto di una vittoria sulla Ferrari a Sanremo, poi fa strada nei reparti della nuova Gestione sportiva fino al “remote garage”, il settore sotto accusa dopo l’errore di strategia costato caro a Charles Leclerc nelle qualifiche di Montecarlo. È abitudine di Mattia Binotto spiegare e spiegarsi. Nella buona e nella cattiva sorte. A Maranello, dove è arrivato 24 anni fa, si muove come a casa sua. Nell’ufficio ha piazzato ovunque pezzi dei motori di F.1 ma anche un orologio a cucù. “Sono entrato nel 1995 da neolaureato, come tanti giovani che oggi stiamo assumendo e che daranno linfa vitale alla Ferrari con le loro idee”.
Come spiega questo inizio difficile dopo due ottimi Mondiali nel 2017-2018?
“Aspetterei fine anno per fare un bilancio, perché potrebbe essere molto diverso da quello delle prime sei gare. Abbiamo cominciato la stagione come avevamo finito la precedente, non peggio. Nella seconda parte del 2018 la nostra vettura non era competitiva quanto la Mercedes. E forse ora paghiamo il ritardo accumulato. Ma i risultati e la classifica attuale sono severi per la Ferrari. In Bahrain poteva esserci una doppietta e anche a Baku un risultato diverso. L’obiettivo resta arrivare davanti a tutti”.
Quali sono stati finora i vostri punti di debolezza?
“Più di uno. Il nostro progetto si adatta male alle gomme di quest’anno, cambiate parecchio. Nel 2018 bisognava evitare di surriscaldarle, adesso la difficoltà è mandarle in temperatura. A Monaco, con le mescole più morbide, si faceva un buon tempo anche dopo 10 giri. Mentre di solito le prestazioni duravano un giro”.
Le gomme Pirelli a battistrada più basso sono state usate in 4 GP del 2018 e nei test, perché non le avete capite? Le modifiche per eliminare il “blistering” hanno favorito indirettamente la Mercedes?
“Queste gomme sono diverse anche nella costruzione, non solo nel battistrada, ma è vero che l’anno scorso non abbiamo colto tutte le esigenze legate agli pneumatici 2019. Negli ultimi test di dicembre ad Abu Dhabi erano quasi definitivi, ma a quel punto la SF90 era già stata deliberata. In ogni caso non voglio giudicare se abbiano favorito i nostri rivali”.
È la stabilità il segreto della Mercedes?
“Loro sono forti a livello tecnico e di processi. Ma io preferisco il confronto con la Ferrari del 1996/1997, una squadra in crescita, con basi solide. Anche noi siamo un team giovane nei ruoli. E c’è tanta fame. Vedo molte analogie con allora”… (segue)

Fonte: GAZZETTA.IT


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