Brasile-Argentina è Messi vs Coutinho: sfida tra numeri 10 in cerca di riscatto

Pubblicato 2 luglio 2019

Brasile-Argentina è Messi vs Coutinho: sfida tra numeri 10 in cerca di riscatto

Il “clasico” di stanotte può dare la scossa ai due campioni fin qui solo comprimari. Solo un gol finora per l’argentino (su rigore), due per il brasiliano

2 luglio Milano

Tra fascino e tradizione, per l’occasione esaltate dalla posta in palio (la finale continentale), le enormi attese per il “clasico” sudamericano di questa notte a Belo Horizonte dipendono in gran parte da due grosse incognite. Due punti di domanda che propongono una sorta di sfida nella sfida: quella tra Messi e Coutinho, i due numeri dieci che avrebbero dovuto prendere per mano Argentina e Brasile e da cui, invece, ci si aspetta ancora la prima scintilla. Entrambi arrivano alla super sfida di questa notte in debito e con i riflettori puntati addosso nella speranza che facciano la differenza in una Coppa America fin qui vissuta da comprimari. Attenzione, i due numeri 10 non sono certo stati tra i peggiori: a spulciare le statistiche, Messi vanta un gol (su rigore) ed è pur sempre in cima alla classifica dei dribbling riusciti, mentre Coutinho ha collezionato una doppietta al debutto e partecipato attivamente all’80% (più di tutti) delle reti realizzate dalla Seleçao da inizio torneo. Ma è inutile negarlo. Da entrambi ci si aspettava molto più, prova n’è il fatto che, tanto Tite quanto Scaloni, si siano trovati nella scomoda (e insolita) posizione di dover difendere le rispettive stelle in occasione delle ultime conferenze stampa di rito.

PULCE DORMIENTE – Parlando della Pulce, Tite ha confessato preoccupazione sostenendo che “si può solo cercare di limitarne il raggio d’azione, ma non c’è il modo di fermarlo”. Ma il Messi visto finora, oltre a non incidere e a limitarsi a una rete su calcio di rigore, si è reso protagonista di errori insoliti e giocate confuse. Il fatto che per una volta la Seleccion sia andata avanti anche senza il suo apporto fondamentale (grazie anche a Lautaro Martinez) può essere considerato un segnale positivo, ma adesso che il gioco si fa duro l’Albiceleste ha bisogno del suo fuoriclasse. Qualcuno ha fatto notare come le prove opache di Messi dipendano dalle posizioni ricoperte in campo e dal raggio d’azione (particolarmente arretrato rispetto al solito). L’atteggiamento tattico impresso da Scaloni, che vede i reparti spesso schiacciati dietro la linea del pallone, contribuisce inoltre a ridurre le opzioni della Pulce al momento di far ripartire l’azione. E’ andata un po’ meglio con la coppia di supporto Lautaro-Aguero, ma evidentemente Messi non si sente ancora a suo agio. Le ripetute lamentele sul cattivo stato dei campi ne hanno evidenziato il fastidio, ma lo stesso Messi ha riconosciuto di non aver dato finora quanto avrebbe potuto. Scaloni si è mostrato tranquillo, tessendo le lodi del suo fuoriclasse, ma sicuramente anche lui si attende da Messi una notte all’altezza di un “clasico” così importante. Lo attendono soprattutto stampa e tifosi, che negli ultimi giorni hanno iniziato a manifestare una certa insofferenza per il torneo “da comune mortale” della Pulce.

COUTINHO – La situazione di Coutinho è quasi identica. Chiamato ad assumere il ruolo di protagonista dopo il forfait di Neymar a inizio torneo, il blaugrana finora si è visto poco e niente: certo, ci sono le due reti all’esordio contro la Bolivia (di cui una su rigore), poi basta salvo qualche sprazzo. Al trequartista si rimprovera scarso impegno e probabilmente l’incapacità di gestire un momento delicato a livello di club (con l’incognita della permanenza a Barcellona). Gran parte delle critiche possono dipendere dal ruolo chiamato a ricoprire, quello di centrocampista, che non ha mai amato. Ma a destare i maggiori dubbi tra critici e tifosi sono stati la scarsa intesa con il tridente offensivo (dove Everton si è inserito immediatamente con risultati devastanti) e l’incapacità di reagire. Al di là di qualche giocata decisiva, da Coutinho evidentemente ci si attende una prova di carattere e lo stesso coraggio nel tentare la giocata esibito ai tempi del Liverpool. Il “clasico” contro l’Albiceleste è l’occasione per dimostrare di poter essere all’altezza quando conta davvero, oltre che per smarcarsi dall’ombra di Neymar. Anche per lui la posta in palio al Mineirao sarà molto più alta di una “semplice” finale continentale.

Fonte: GAZZETTA.IT


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