Botte e paura, rissa al mercato

Pubblicato 10 aprile 2019

Botte e paura, rissa al mercato

Ladri allontanati dalla Mercafir. E all’alba parte la spedizione punitiva

Firenze, 10 aprile 2019 – PRIMA il confronto, duro, serrato. Poi una spedizione punitiva, una caccia all’uomo. Pestaggi, pugni, sprangate con bastoni di legno, pancali impiegati come scudi, per difendersi dai colpi nemici: la prova tangibile che la convivenza tra abusivi da una parte, e clienti e grossisti – al centro alimentare polivalente di piazza Artom, dal 1988 gestito da Mercafir (società consortile pubblico-privata) – si fa sempre più problematica. Inquietante.

Ieri mattina, era ancora buio, il doppio episodio: una lite tra ambulanti e intrusi che approfittando del grande movimento (un migliaio di presenze in media) riescono ad entrare al mercato senza esibire gli abbonamenti o i ticket giornalieri. E poi si mettono a rubare. Dopo pochi minuti, la vendetta. Il primo ‘round’ è andato al gruppetto di clienti, che hanno allontanato gli avvoltoi che avevano iniziato a rubare la merce dal loro mezzo; il secondo invece ai mercanti abusivi cacciati dal tempio, andati a cercare rinforzi. Dopo aver richiamato alcuni di loro rimasti all’interno, in sei-otto sono rientrati e hanno aggredito i ‘regolari’. Una resa dei conti breve quanto violenta. A terra è rimasto un 45enne napoletano, medicato e ricoverato a Careggi. Colpito alla faccia e alla testa, le sue condizioni non sono gravi. Scene di violenza riprese quasi per intero, si vede un ‘commando’ arrivare, sgommare e ripartire su due furgoncini bianchi. La polizia le ha già. O le avrà presto.

«E’ un episodio molto grave, ma che è e continuerei a inquadrare come un episodio isolato» commenta il presidente di Mercafir (dal 25 luglio 2017) Giacomo Lucibello. Però voci ricorrenti dicono che da tempo l’area mercatale dell’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, florovivaistici, ittici e delle carni, è frequentata da gente che fa lavoro onesto. E uno sporco. Ovvio che la coesistenza sia ogni giorno che passa più ardua. «Dobbiamo controllare, vedere i filmati delle telecamere della videosorveglianza, capire se c’è chi è entrato in maniera abusiva, senza titolo, e perché. Com’è stato fatto il filtraggio. Nell’ultimo anno per fronteggiare il fenomeno abbiamo chiuso un’area e messo due tornelli nuovi. Una nostra denuncia? Prima l’indagine».

Produttori, concessionari e dipendenti, visitatori (per il mercato delle opportunità), privati: questi gli addetti ai lavori che hanno accesso al mercato previo pagamentodi un ingresso ‘giornaliero’ (da 5-15-30 euro, a seconda dei quintali di merce trattati) oppure con carnet da 10 ingressi (50-100-150 euro), 10 da 10 (500-1000-1500), o 20 da 10 (1000-2000-3000 euro).

Fonte: LA NAZIONE


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