Bertolini: “Giamaica? La gara più difficile, ma siamo concentrate”

Pubblicato 14 giugno 2019

Bertolini: “Giamaica? La gara più difficile, ma siamo concentrate”

Il c.t. delle azzurre alla vigilia della seconda gara del Mondiale: “Le ragazze sono felici, vogliamo passare il turno. Ma occhio alle insidie”

13 giugno Reims

Poche storie, è la partita. Milena Bertolini e Sara Gama non sembrano i tipi che cedono alle vanità: la c.t. è molto pragmatica anche se è una che ama il bel gioco, la capitana non ha la faccia della persona soddisfatta dopo festeggiamenti ed elogi. Dopo i sobri festeggiamenti per il compleanno di Barbara Bonansea, via all’allenamento nel pomeriggio, poi l’incontro con i giornalisti e la passeggiata sul campo che ospiterà la partita con l’Australia. “Se farò qualche cambio perché la Giamaica è una squadra fisica? Anche l’Australia lo è, e in ogni caso ho un’idea ce l’ho, ma è mia abitudine decidere la mattina della partita. Non so neppure quali cambiamenti aspettarmi dalla Giamaica, che è una squadra che conosciamo poco, ma sappiamo che ha giocatori forti fisicamente, veloci e anche di qualità. I complimenti di questi giorni ci fanno piacere, ma dobbiamo rimanere concentrare perché dall’inizio del percorso abbia immaginato questa come una gara-chiave, quelle nella quale potevamo provare a prendere punti. La Giamaica non ha il blasone dell’Australia, non è sesta nel ranking, è la squadra di quarta fascia del gruppo. Ma non dobbiamo sottovalutarla e non lo faremo”. La Gama ribadisce il concetto: “Non c’è pericolo di andare in campo deconcentrare, anche perché sappiamo dove siamo. E se restiamo ancora possiamo fare un grande passo avanti”.

OBIETTIVI – Dentro la partita, fedeli a se stesse, senza far calcoli sulle giocatrici diffidate (tre, e tutte piuttosto importanti: Gama, Girelli, Cernoia) o su come si comporteranno le avversarie. “Certo, nel corso di una partita si fanno degli aggiustamenti, ma io non faccio mai calcoli”, dice la Bertolini. “Non li faccio per carattere, e poi la mia esperienza mi ha insegnato che nel femminile fare calcoli davvero non conviene mai. La nostra forma mentale è giocare, si gioca perché è così che bisogna fare”. Sul Mondiale che propone un generale rispetto delle gerarchie, a parte la sorpresa Italia (e Australia, in negativo) la c.t. azzurra ha una sua idea: “È così dal punto di vista del risultato, ma ripensando a come sono arrivati certi successi, e mi riferisco all’Olanda o alla Germania, si capisce come non ci siano in questo torneo partite scontate. Sono state tutte combattute, a parte quella degli Usa con le thailandesi, ma quella gara è un caso a sé”. Un caso a sé con tanti gol che però ha lasciato nella Bertolini anche qualche perplessità: “Non ho capito l’esultanza sul 12 0 13 a zero. Il business, va bene, ma lo sport ha anche un lato umano da non dimenticare”.

Fonte: GAZZETTA.IT


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