Belinelli rilancia Phila;Boston, ora i veri Sixers

Pubblicato 3 maggio 2018

Nba, Belinelli rilancia Phila: “Boston, attenta ai i veri Sixers”

L’azzurro: “In gara-1 non siamo stati noi, dobbiamo ritrovare soprattutto la difesa. Sappiamo di essere forti, ma pensiamo una gara alla volta”

03 maggio 2018 – BOSTON

I Sixers sono attesi alla prova di forza. Questa notte, alle 2.30 italiane, Marco Belinelli e la sua Philadelphia scenderanno sul bollente parquet del TD Garden per gara 2 di semifinale di Conference contro i Celtics. L’obiettivo è recuperare lo svantaggio nella serie dopo la sconfitta subita lo scorso lunedì in gara-1 e tornare ai livelli che hanno permesso a Phila di infilare 16 vittorie consecutive nell’ultima parte di regular season e vincere la serie contro un’avversaria tosta come Miami. Proprio come sostiene il Beli, raggiunto dopo l’allenamento pomeridiano dei Sixers: “in gara-1 non si è vista la nostra identità. Ma siamo pronti a reagire…”
Cosa vi siete detti in spogliatoio dopo la sconfitta di gara-1?
“Non siamo stati noi. Non è stata la vera Philadelphia in campo e non si è vista la nostra identità, per tanti motivi: abbiamo giocato male, sia in attacco che, soprattutto, in difesa dove è venuto meno il nostro carattere. Dobbiamo assolutamente recuperare, pur sapendo di affrontare una squadra ben allenata e fisicamente pronta a combattere”.
Una squadra, Boston, condizionata dagli infortuni (con Jaylen Brown ancora in dubbio per questa sera). Alla lunga peseranno?
“Sicuramente hanno pesanti assenze, Irving su tutte. Però giocano da più di 1 mese con questa squadra. Sanno e rispettano tutti i ruoli e giocano una bella pallacanestro. Muovono palla in attacco e hanno una difesa molto fisica e aggressiva. Sta a noi, ora, rispondere…”.
Nel primo turno avete affrontato una formazione tosta come Miami. Che differenze ha riscontrato?
“Tra le due squadre è diverso il concetto di difesa. Boston cerca di limitare molto i tiratori e di far andare la palla in post a Embiid, Saric. A me, Redick e Covington vogliono rendere la vita difficile. Noi esterni dobbiamo trovare altre soluzioni per battere la loro marcatura. Però la serie contro gli Heat, anche loro molto duri, ci ha aiutato a prepararci per i Celtics”.
Soluzioni già in cantiere per gara 2?
“Stasera cercheremo di trovare più soluzioni per noi esterni per metterci in ritmo e battere la loro marcatura: essere più aggressivi, uscire dai blocchi e giocare coi raddoppi sui lunghi per poi farci trovare pronti sugli scarichi. Dobbiamo giocare una pallacanestro migliore sotto tutti i punti di vista, per ritrovare l’equilibrio e la fluidità che avevamo durante il 1° turno”.
Con il passaggio al 2° turno e il crescere delle pressioni quanto pesa il suo ruolo da veterano per la squadra?
“Siamo una squadra con poca esperienza in postseason (solo Belinelli, Redick, Ilyasova, Johnson e Bayless hanno già fatto i playoff in carriera ndr) ma abbiamo dimostrato di essere già pronti. Al 1° turno siamo riusciti a vincere 2 partite in trasferta e per farlo ci vuole tanto carattere e tanta qualità. Io so che devo andare in campo cercando di aiutare i miei compagni di squadra. Anche in spogliatoio, ma questo più durante il turno precedente. Alcuni compagni mi chiedevano com’è il basket dei playoff, com’è sopportare le pressioni crescenti. Tutti quanti, adesso, sappiamo come giocare nei playoff”.
A proposito di pressioni: si parla di voi come una possibile pretendente alle finali…
“Sappiamo di essere forti. Ma la strada è ancora lunga. Per esperienza so di dover pensare a una partita alla volta. Staremo a vedere alla fine cosa succederà. Abbiamo coscienza del nostro potenziale e dobbiamo farlo vedere in campo. Purtroppo in gara 1 non ci siamo riusciti”.
Com’è ritrovarsi a far parte di una rivalità storica come quella tra Philadelphia e Boston?
“È bellissimo essere presenti in una rivalità così forte. Sono andato a vedere un po’ di partite e filmati di duelli del passato, come quello della rissa tra Larry Bird e Julius Erving. È un piacere riportare questa rivalità nella Nba e nei playoff di oggi…”.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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