Barbera, l’ultima follia Moto sparita e niente GP

Pubblicato 9 aprile 2019

Barbera, l’ultima follia: sparisce la moto e non corre il GP

Lo spagnolo, non nuovo a vicende bizzarre e intemperanze personali, ha saltato la terza prova del Mondiale Supersport per la sparizione del mezzo dal motorhome chiuso nel paddock. Indaga la Guardia Civil. Ma per la squadra il pilota aveva convenienza a non correre

8 aprile 2019 – Aragon (Spagna)

Hector Barberá non ha corso la terza prova del campionato Mondiale Supersport, competizione interna al Mondiale di Superbike. Non è stato fermato da un problema tecnico o fisico. No. Non ha corso perché gli è sparita la moto. Dal motorhome, chiuso nel paddock. Può sembrare surreale, e lo è. Ma la storia è più complessa. Tanto quella della moto come quella del pilota, non nuovo a controversie di varia natura.
DAL SOGNO ALL’INCUBO — Partiamo dalla prima. Barberá fino a ieri correva con una Yamaha YZF R6 del Team Toth ungherese. Il motore aveva raggiunto i 1500 chilometri (1350 secondo il team, il massimo consentito 2.100), e per Barberá non era sicuro. Serviva un miracolo, sotto forma di un nuovo sponsor per comprare un nuovo motore visto che il Team Toth ha finito i fondi e non poteva permettersi l’acquisto. In attesa del miracolo, è arrivata la sparizione del mezzo. Niente moto, e poco dopo l’annuncio del pilota: “Mi ritiro dal Mondiale”, e forse dalle corse in generale. “Ciò che è iniziato come un sogno, è finito in un incubo” ha detto lo spagnolo.
INDAGINE APERTA — La Guardia Civil, attonita di fronte al furto avvenuto all’interno del paddock completamente chiuso, ha cercato tracce della moto nella zona del circuito di Alcañiz, senza fortuna. Poi dalla squadra di Barberá è arrivata un’altra teoria: “Hector non voleva correre, e per lui era meglio venire, prendersi la moto e dire che era sparita” hanno detto alla spagnola TVE. L’indagine è aperta.
TRE PROBLEMI — Ora passiamo alle pene del pilota. Vicecampione Mondiale nel 2004 in 125 e poi di nuovo nel 2009 con la 250, Barberá è stato in MotoGP con la Ducati dal 2010 al 2017. Ovvero fino a quando è durata la pazienza della casa italiana. Nel 2012 Hector si prese la prima condanna per guida in stato di ebbrezza: fu fermato a Valencia mentre conduceva a zigzag bruciando semafori. Dieci mesi senza patente e 1200 euro di multa. Nel febbraio del 2014 fu di nuovo pizzicato: guidava la sua Maserati con zero punti sulla patente: multa di 3.600 euro. Terzo incidente nel giugno del 2018 quando, ancora a Valencia, fu di nuovo fermato per guida in stato di ebbrezza: 2 giorni di lavoro comunitario e un anno senza patente.
LA RISSA — Il peggio però è avvenuto senza volante. Nel maggio del 2013 dopo il GP di Jerez Barberá fu fermato per aver aggredito la sua compagna nell’albergo dove risiedevano. Una rissa in piena regola, chiusa dal giudice con questo verdetto: 5 mesi a lei per colpire lui, 6 a lui per lo stesso motivo, pena commutabile in lavoro sociale. Ducati mantenne la fiducia nello spagnolo fino al 2017. Nel 2018 scese in Moto2 e dopo il nuovo alcol test positivo era stato costretto a cercare un palcoscenico meno pregiato. Non è andata bene nemmeno li. A 32 anni, la carriera di Barberá sembra essere al capolinea.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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