Bankitalia, in Toscana ripresa debole

Pubblicato 13 novembre 2015

Bankitalia: in Toscana ripresa economica debole

La domanda estera rimane lo zoccolo duro del rilancio e continua a tenere (+1,5%) anche se la moda rallenta 

12 novembre 2015

FIRENZE. Ha ripreso a marciare, anche se in maniera lenta, il treno dell’economia toscana. In questo primo semestre dell’anno i segnali della ripresa economica ci sono tutti e confermano l’inversione di tendenza già manifestata negli ultimi mesi del 2014. La domanda estera rimane lo zoccolo duro del rilancio e continua a tenere (+1,5%) anche se la moda rallenta. Fanno capolino i consumi interni che migliorano negli acquisti dei beni durevoli e nei flussi turistici. Salgono i livelli di occupazione (+1,2%) soprattutto tra i lavoratori dipendenti, le donne e il comparto dei servizi. Tornano finalmente ad aprirsi, anche se con parsimonia, i rubinetti del credito da parte delle banche (+0,6%). È questo in sintesi il quadro che emerge dal rapporto autunnale di Bankitalia sull’andamento dell’economia regionale su un campione di interviste a 350 imprese negli ultimi due mesi: 200 della manifattura, 100 dei servizi e 50 dell’edilizia.

IL SETTORE INDUSTRIALE

La dinamica del secondo trimestre è in crescita rispetto al leggero calo registrato nel primo trimestre. Nel complesso del semestre sono migliorati sia gli ordinativi esteri, cresciuti in misura più sostenuta, sia quelli interni, la cui flessione si è quasi arrestata. Ma si accentua la divaricazione delle performance tra le imprese medio-grandi e quelle piccole o piccolissime che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto socio-economico della Toscana. Si registrano andamenti più favorevoli per i comparti dei mezzi di trasporto, chimica, meccanica, legno e alimentare. In presenza di attese positive degli operatori, segnali di ripresa, ancorché non diffusi, riguardano l’accumulazione di capitale fisso.

IL CREDITO

Dopo la stabilità mostrata alla fine del 2014, anche il credito concesso da banche e finanziarie alle famiglie è tornato a crescere (0,3 per cento a giugno). È aumentata soprattutto la domanda di mutui, destinati all’acquisto di abitazioni o alla surroga di precedenti finanziamenti. Il costo del credito si è ulteriormente ridotto. Il miglioramento della fase congiunturale non si è ancora riflesso sulla qualità del credito: nei quattro trimestri terminanti in giugno la quota di impieghi vivi entrati in sofferenza è stata del 3,7 per cento, un valore superiore a quello della media del 2014. La crescita ha riguardato soprattutto il settore produttivo e in particolare le costruzioni, dove ha superato l’11 per cento. Il tasso di ingresso in sofferenza delle famiglie, pur leggermente aumentato, si è attestato all’1,3 per cento.

L’OCCUPAZIONE

Arrivano segnali positivi dall’occupazione che nel primo semestre del 2015 ha fatto un piccolo balzo dell’1,2. L’incremento si è concentrato tra i lavoratori dipendenti, le donne e il comparto dei servizi; l’industria ha confermato la crescita intervenuta
dalla fine del 2013 mentre sono scesi gli occupati nelle costruzioni. Nei primi nove mesi il ricorso agli ammortizzatori sociali si è contratto di due quinti. La riduzione delle persone in cerca di occupazione si è riflessa nel calo del tasso di disoccupazione, sceso al 9,4 per cento.

Fonte: IL TIRRENO


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