Ago-Marquez, che duello; Arrivi a 16″;Non credo

Pubblicato 6 aprile 2015

Agostini-Marquez, che duello: “Puoi arrivare a 16 titoli”, “Non credo”

La due leggende della moto, presenti al Laureus World Sport Award, s’intervistano a vicenda. E l’italiano lancia la scommessa: “Se batti il mio record mi offri una cena e facciamo una grande festa”

Niente tuta e casco. È tempo di smoking. Marc Marquez e Giacomo Agostini, allo scorso Laureus World Sport Awards, il prestigioso riconoscimento per i campioni dello sport, hanno duellato a lungo. A parole. Intervistandosi a vicenda, con simpatia, stima e divertimento. Ne è uscito un piacevolissimo dialogo. Che ha abbracciato tanti temi: da Rossi, ai mondiali, passando per i diversi stili, fino al TT. Ecco i passi più intriganti, estratti dalla loro intervista su Laureus.com.

SCUOLE E ROSSI — Si comincia con le diverse scuole di pilotaggio. Agostini: “Io credo che la Spagna creda davvero nei giovani, allenandoli e creando una buona base; l’Italia aveva una buona scuola. La Federazione se l’è dimenticata, poi ha capito di averne bisogno, ma ora è tardi”. Marquez: “Italia, Germania e Francia stanno copiando il sistema spagnolo: io ne sono stato un prodotto e senza sarebbe stato tutto più duro”. Poi si passa a parlare di Valentino Rossi. Agostini: “Vale ha fatto grandissime cose, ed è dura per tutti imporsi ed essere bravi come lui. Abbiamo dei giovani, specialmente in Moto3, che possono sfondare, lo spero, ma perché accada Marquez deve ritirarsi… Rossi era un tuo idolo, vero? Quando eri giovane avresti pensato di batterlo?”. Marquez: “Impossibile, pensavo di correre contro Lorenzo e Pedrosa e che Rossi si sarebbe già ritirato quando io sarei arrivato in MotoGP. Fantastico batterlo, è un grande campione, ma la cosa più grande sarebbe stata batterlo quando aveva 26/27 anni ed era al top”.

IL RICORDO PIU’ BELLO — Si passa al miglior momento in carriera. Comincia Marquez: “Credo sia stato l’anno scorso, a Valencia: io ero gia iridato e mio fratello ha vinto il titolo Moto3. Eravamo su una nuvola. In Paradiso. E per te? Nai tuoi 15 anni di carriera non sarà facile sceglierne uno”. La risposta di Agostini: ” Di norma pensi al primo titolo, o quando vinsi a Monza con 150 mila spettatori a festeggiare in pista, ma spesso penso alla mia prima vittoria. Avevo una noto mia, che mi ero comperato, e un fornaio come meccanico: avevamo una salsiccia, il pane e per 2-3 giorni niente altro…”.

GINOCCHIA E GOMITI — Pluridecorati , ma con stili differenti. Marquez: “Ho visto le tue gare su internet, toccavate l’asfalto con il ginocchio, mentre noi ora lo sfioriamo con le spalle e il gomito che tocca per terra. Anche i giovani che iniziano lo fanno, l’evoluzione delle gomme lo consente”. Agostini: “Noi avevamo gomme molto piccole e non potevamo piegarci troppo: sei tu che hai introdotto un nuovo stile di guida, che gli altri piloti imitano, con tutto il corpo che si sporge di lato”.

IL TT— Capitolo Tourist Trophy, dove uno ha dominato e l’altro non vorrà mai correre. Marquez: “Ho letto e visto dei video a riguardo: il mio primo pensiero è stato ‘questi sono pazzi’: con le moto di oggi andare a 280 km/h con mura e case vicine è da matti. Non ci sono mai stato a vederlo con i miei occhi. Mi chiedo: ma tu sei mai caduto? Non ti sei mai spaventato?”. La risposta di Agostini: “Ai miei tempi era una corsa del mondiale, ed era obbligatoria. L’ho vinta 10 volte, ma ci ho pure perso un sacco di amici. Sono caduto una volta, in una curva lenta, su asfalto umido, mentre ero in lotta con Hailwood. Paura? Certo, c’era. Era una corsa speciale, dove sono morte 250 persone, ma questo la rendeva unica. Vincerla equivaleva a un mondiale, ma devi dimenticarti dei rischi, sennò…. Comunque mi piacerebbe invitarti al TT a fare un giro con me”. “Lentamente? – Marquez ride – Valentino mi ha detto che anche a lui hai detto ‘lentamente’ e poi sei andato veloce”. “Ma no – replica Ago -, sembra veloce perché conosco la pista, è lunga ed è davvero difficile ricordarsela”.

LA SFIDA — Infine una sfida di longevità, con un simpatico botta e risposta.
Agostini: “Marc, quanto pensi di correre ancora?”.
Marquez: “Difficile, penso finché il corpo me lo permetterà. Ora ho 22 anni, spero di avere ancora tempo”.
Agostini: “Si, ma non troppo, spero, oppure batterai il mio record”.
Marquez: “Impossibile, dovrei correre in due categorie per farcela”.
Agostini: “Potresti farlo, vinceresti il doppio”.
Marquez: “Non credo di farcela a livello fisico”.
Agostini: “Ok, se mi batti mi inviti a cena e faremo una grande festa”.
La sfida è lanciata, il tempo dirà il resto.
Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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